Su "la Repubblica", Giuseppe Videtti propone un ottimo servizio sulla presentazione-concerto con cui Prince ha intrattenuto la stampa all'Equitable Gallery di New York, in occasione della prossima uscita del suo nuovo album "Rave un2 the joy fantastic" (Arista):
"Chi è in fila per entrare nella sala non sa bene cosa succederà, e neanche se il più controverso degli artisti neri degli ultimi vent'anni farà la sua apparizione, dopo che nelle ultime ore ha già cancellato una dozzina d'interviste e cambiato albergo due volte. Di certo si sa solo che The Artist ha deciso, per la prima volta nella sua carriera, di far ascoltare in anteprima alla stampa il nuovo album... che sarà nei negozi il 2 novembre, e il singolo "The greatest romance ever sold", in programmazione dal 28 settembre... . La presenza all'Equitable di Clive Davis, presidente della Arista Records, in veste di disc-jockey fa pensare che per "Rave un2 the joy fantastic" sono stati fatti progetti miliardari. "E' un disco di tutti successi" esordisce il businessman prima di far ascoltare "The greatest romance ever sold", la canzone che sicuramente riporterà The Artist in classifica... Prince ... arriva alla fine. Indossa una tunica di crêpe rosso, il décolleté e le braccia sono fasciati di voile dello stesso colore, come il foulard che gli copre i capelli impietosamente stirati. Da un orecchio ciondola un enorme cerchio d'oro, ai piedi i classici stivaletti col tacco alto, gialli per l'occasione: la caricatura di una cartomante nella peggiore telenovela del pianeta. Ma con baffi e pizzetto. E si capisce subito perché per vent'anni si è ostinatamente rifiutato di incontrare la stampa: timidissimo, incredibilmente esile, non sa come reagire all'entusiasmo che lo circonda. E mentre tutti sono ai suoi piedi con penne e taccuini, un sipario si apre sul fondo dell'anonimo e grigio palcoscenico: i musicisti di New Power Generation sono già al loro posto, le percussioni incominciano a rullare e, con il colpo di genio che non gli è mai mancato, The Artist "parla" alla stampa con un vero e proprio concerto. E neanche lo sfiora il pensiero indecente di promuovere le nuove canzoni, ma si lancia in una torrida jam session che dura oltre un'ora e non concede una sola nota a Rave un2 the joy fantastic".
Videtti si addentra in una descrizione minuziosa dello show ed elenca le citazioni d’obbligo: "... Poi The Artist svisa "Summertime" di Gershwin con la chitarra come Hendrix aveva fatto con l'inno americano, e subito scivola dentro un'altra canzone con un'abilità disumana. E' la rielaborazione di uno spiritual che già Richie Havens aveva trasformato sul palco di Woodstock, "(Sometimes I feel like) A motherless child", riproposto in una versione talmente ritmata che non fa fatica ad amalgamarsi con la frenetica apertura di "Fame" di David Bowie. Poi l'omaggio ai grandi padri con "Everyday people" di Sly Stone e "Sex Machine" di James Brown con la sezione di fiati scatenata. E per chiudere un blues estenuante, lentissimo, sofferto, che si spegne in uno straziante falsetto. I taccuini sono tutti finiti sul pavimento, calpestati da chi non ha smesso di ballare per un'ora intera".
E il disco? Prosegue Videtti:
"Nei 70 minuti di musica (16 titoli e due tracce fantasma) i venti che soffiano dall'esterno si odono distintamente. Il singolo, "The greatest romance ever sold", è una ballata ritmata ... un sicuro hit radiofonico. "Rave in2 the joy fantastic" è un brano composto nel 1988 ("già allora avevo pensato di intitolarci un album") in cui suona praticamente tutti gli strumenti. Più aggressive, una nel segno dell'hip hop l'altra in quello del rock, le due canzoni con Chuck D e Sheryl Crow, "Undisputed" e "Baby knows"... "I love you but I don't trust you", il duetto con Ani DiFranco, la ribelle del rock indipendente per la quale The Artist ha un'assoluta venerazione, è uno dei momenti più alti dell'album...".
"Chi è in fila per entrare nella sala non sa bene cosa succederà, e neanche se il più controverso degli artisti neri degli ultimi vent'anni farà la sua apparizione, dopo che nelle ultime ore ha già cancellato una dozzina d'interviste e cambiato albergo due volte. Di certo si sa solo che The Artist ha deciso, per la prima volta nella sua carriera, di far ascoltare in anteprima alla stampa il nuovo album... che sarà nei negozi il 2 novembre, e il singolo "The greatest romance ever sold", in programmazione dal 28 settembre... . La presenza all'Equitable di Clive Davis, presidente della Arista Records, in veste di disc-jockey fa pensare che per "Rave un2 the joy fantastic" sono stati fatti progetti miliardari. "E' un disco di tutti successi" esordisce il businessman prima di far ascoltare "The greatest romance ever sold", la canzone che sicuramente riporterà The Artist in classifica... Prince ... arriva alla fine. Indossa una tunica di crêpe rosso, il décolleté e le braccia sono fasciati di voile dello stesso colore, come il foulard che gli copre i capelli impietosamente stirati. Da un orecchio ciondola un enorme cerchio d'oro, ai piedi i classici stivaletti col tacco alto, gialli per l'occasione: la caricatura di una cartomante nella peggiore telenovela del pianeta. Ma con baffi e pizzetto. E si capisce subito perché per vent'anni si è ostinatamente rifiutato di incontrare la stampa: timidissimo, incredibilmente esile, non sa come reagire all'entusiasmo che lo circonda. E mentre tutti sono ai suoi piedi con penne e taccuini, un sipario si apre sul fondo dell'anonimo e grigio palcoscenico: i musicisti di New Power Generation sono già al loro posto, le percussioni incominciano a rullare e, con il colpo di genio che non gli è mai mancato, The Artist "parla" alla stampa con un vero e proprio concerto. E neanche lo sfiora il pensiero indecente di promuovere le nuove canzoni, ma si lancia in una torrida jam session che dura oltre un'ora e non concede una sola nota a Rave un2 the joy fantastic".
Videtti si addentra in una descrizione minuziosa dello show ed elenca le citazioni d’obbligo: "... Poi The Artist svisa "Summertime" di Gershwin con la chitarra come Hendrix aveva fatto con l'inno americano, e subito scivola dentro un'altra canzone con un'abilità disumana. E' la rielaborazione di uno spiritual che già Richie Havens aveva trasformato sul palco di Woodstock, "(Sometimes I feel like) A motherless child", riproposto in una versione talmente ritmata che non fa fatica ad amalgamarsi con la frenetica apertura di "Fame" di David Bowie. Poi l'omaggio ai grandi padri con "Everyday people" di Sly Stone e "Sex Machine" di James Brown con la sezione di fiati scatenata. E per chiudere un blues estenuante, lentissimo, sofferto, che si spegne in uno straziante falsetto. I taccuini sono tutti finiti sul pavimento, calpestati da chi non ha smesso di ballare per un'ora intera".
E il disco? Prosegue Videtti:
"Nei 70 minuti di musica (16 titoli e due tracce fantasma) i venti che soffiano dall'esterno si odono distintamente. Il singolo, "The greatest romance ever sold", è una ballata ritmata ... un sicuro hit radiofonico. "Rave in2 the joy fantastic" è un brano composto nel 1988 ("già allora avevo pensato di intitolarci un album") in cui suona praticamente tutti gli strumenti. Più aggressive, una nel segno dell'hip hop l'altra in quello del rock, le due canzoni con Chuck D e Sheryl Crow, "Undisputed" e "Baby knows"... "I love you but I don't trust you", il duetto con Ani DiFranco, la ribelle del rock indipendente per la quale The Artist ha un'assoluta venerazione, è uno dei momenti più alti dell'album...".
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