Ligabue all'Arena: cronaca della prima serata. E stasera si replica (con Jova-Pelù)

Ligabue all'Arena: cronaca della prima serata. E stasera si replica (con Jova-Pelù)
Dopo la presentazione in stile low profile scelta da Ligabue per parlare del suo nuovo album nel pomeriggio, dopo qualche sua esternazione che lasciava filtrare una sottile verve polemica, alle 21.20 di venerdì 10 settembre, si torna finalmente alla musica. La cornice offerta dall'Arena di Verona è splendida e Ligabue la sfrutta al meglio: due gru sospendono in cielo l'impianto di amplificazione mentre il grande palco, sistemato a ridosso di una curva, ospita solo gli strumenti del gruppo, ben distanziati. Dietro il palco, gli spalti su cui sono state adagiate (senza strutture) le luci e un maxischermo (poco maxi, in realtà), mentre di fronte, arrampicato fino in cima, c'è già il pubblico in attesa di Ligabue. Un counter appare sullo schermo a scandire gli ultimi 15 minuti, fino a quando, con un boato, i musicisti arrivano sul palco. Sul pattern d'inizio di "Tra palco e realtà" arriva anche Ligabue, pantalone pitonato, stivale e camicia scura, che stacca il suo salto d'inizio proprio mentre si accendono le luci e il pezzo prende il volo. Ligabue la canta (o sembra cantarla) un po' polemico, non per niente è il pezzo che apre il concerto ed è quello che riguarda il tema a lui più caro in questo momento, quello del rischio di diventare una proiezione falsata dalla gente e dai media. Il tempo per l'accusa dura quanto la canzone, poi Liga si concentra sul concerto e presenta "Si viene e si va", uno dei sei pezzi scelti per rappresentare l'album "Miss mondo": davanti al palco una sorta di ventilatore d'acqua crea una nube di vapore molto suggestiva, su cui viene proiettata in laser la scritta "Miss mondo". Il pezzo - che apre il disco - è molto bello, così come il successivo "Almeno credo", ancora un brano nuovo, che va avanti mentre sugli spalti dietro al palco vengono proiettate immagini in bianco e nero. Diventano girasoli quando Ligabue parte con "Quella che non sei", acclamata a gran voce, mentre un inizio di chitarra wha wha e armonica a bocca nel migliore stile Neil Young introducono "Seduto in riva al fosso" e lo schermo proietta immagini di un corso d'acqua.
Si continua con "Il giorno di dolore che uno ha", seguita da un altro dei pezzi migliori del nuovo album, "Sulla mia strada", dall'andamento vagamente simile a "I ragazzi sono in giro": sullo schermo compare una scritta - ce ne saranno diverse durante il concerto - che fornisce l'indirizzo web della strada preferita dal Liga: www.route66.com.
Il tema del film "Radiofreccia" alla chitarra acustica funziona da intro per "Hai un momento Dio?", che vede il ritorno delle proiezioni sull'acqua, con una corona di spine: "Miss mondo 99" viene invece suonata a luci accese, e il finale della canzone vede una serie di ragazzi e ragazze - a sottolineare ancora una volta la voglia di abbattere qualsiasi distinzione tra divi e persone normali - scendere dalle gradinate dietro al palco indossando le fasce con su scritto Miss Mondo.
"Piccola stella senza cielo" parte con un intro di chitarra slide, seguito da Mel Previte (uno dei due chitarristi) che debutta al sassofono e da un finale con tanto di bonghi, mentre sugli spalti si proiettano immagini di stelle. "Ho perso le parole" arriva subito dopo con le immagini su video di "Radiofreccia" e un enorme diapositiva del protagonista, Freccia, che copre tutte le gradinate. Poi è il momento di "Viva", un'altra canzone acclamata a squarciagola, mentre si va avanti con un altro pezzo nuovo, "L'odore del sesso": alle diapositive che proiettano i simboli del maschile e del femminile viene alternata sul vidiwall qualche informazione curiosa relativa alla durata media di un rapporto sessuale per uomini e donne (31 per i primi, 25 per le seconde), alla percentuale di italiani infedeli abitualmente (35%), a quella di americani che perdono la verginità prima dei 18 anni (73%).
Un intro blues fa poi da preludio alla corsa finale verso i bis: si parte con "Vivo morto o X", si prosegue con una splendida versione di "Sogni di rock'n'roll", che Ligabue presenta dicendo: "Ormai sono dieci anni che sono in giro, e un po' sono cambiato. Perché volenti o nolenti si cambia, non c'è niente da fare. Credo di non essere cambiato nelle cose importanti, in quelle andiamo ancora abbastanza bene. Forse oggi una canzone come quella che sto per suonare non la scriverei più, però la voglio suonare lo stesso: e allora la faccio cantare al gruppo, mentre io per una volta li accompagno con la chitarra". Si accendono le luci e i musicisti di Liga - Robi Pellati alla batteria, Fabrizio Simoncioni alle tastiere, Rigo Righetti al basso, Mel Previte e Federico Poggipollini alle chitarre - sono già in alto, sugli spalti dell'Arena, e cantano alternandosi il brano, mentre il Liga li accompagna da sotto con la chitarra. Un grande applauso fa da preludio alla canzone successiva, "Una vita da mediano", mentre arrivano le diapositive delle figurine dei calciatori: scorrono tra le altre quelle di Bagni, Furino, Radice, Trapattoni, Fogli, Bedin, Spinosi. Luci da contraerea, rumore di elicotteri e esplosioni in lontananza introducono "Il mio nome è mai più", uno dei brani più esaltanti per la platea, almeno a giudicare dalla reazione del pubblico: il megascreen intanto alternava immagini di guerra e di morte a dati raccolti da Emergency - beneficiaria degli introiti derivanti dalle vendite del disco - relativamente alle 51 guerre ancora in corso nel mondo. E' tempo di ascoltare le ultime tre canzoni, tre classici come "Non è tempo per noi" - in una versione molto potente - "Libera nos a malo" e "Balliamo sul mondo". Si spengono le luci e il gruppo va via, ma dopo poco è soltanto Ligabue a ripresentarsi, facendo la sua comparsa sugli spalti, chitarra acustica a tracolla, per cantare "Leggero". Poi è la volta di un altra ballad, "Ho messo via", prima del terremoto di "A che ora è la fine del mondo". Una nuova interruzione e poi, di nuovo, sul palco, per "Certe notti" e "Urlando contro il cielo", un vero e proprio inno per il popolo di Ligabue. Un grande concerto, che riporta di prepotenza Ligabue nella dimensione che più gli è congeniale, quella della musica suonata, vissuta ed emozionata. Del resto - delle polemiche, delle supposte manipolazioni della stampa e dei mille complementi negativi (ma ci sono anche quelli positivi, no?) alla vita di un musicista - forse non sarebbe neanche il caso di curarsi, quando si possono ancora vivere delle serate come questa. I sogni di rock'n'roll non sempre tradiscono. E anzi, per il concerto di questa sera - sabato 11 settembre - si arricchiranno di una presenza inaspettata e gradita - quella di Jovanotti e Piero Pelù, che saliranno sul palco per cantare con Ligabue "Il mio nome è mai più".
Dall'archivio di Rockol - Ligabue presenta il nuovo film "Made in Italy" con protagonista Stefano Accorsi
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale
19 giu
Scopri tutte le date

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.