Ligabue day: prima parte, il disco

Ligabue day: prima parte, il disco
L’appuntamento per la presentazione del nuovo album di Ligabue, “Miss mondo”, in tutti i negozi dal prossimo 17 settembre, era per le ore 12 all’Hotel Accademia di Verona, a pochi metri dall’Arena che stasera e domani ospiterà i due concerti con cui il rocker di Correggio torna ufficialmente in giro a due anni di distanza dal live “Su e giù dal palco”. Due anni trascorsi in realtà in modo tutt’altro che inoperoso, visto che Ligabue nel frattempo, oltre a essere diventato padre, ha girato un film, “Radiofreccia”, partecipato all’operazione pro-Emergency “Il mio nome è mai più” insieme a Jovanotti e Piero Pelù: il tutto senza considerare il lavoro fatto per registrare il nuovo album.
14 canzoni (“Si viene e si va”, “Uno dei tanti”, “Almeno credo”, “E”, “Baby, è un mondo super”, “Una vita da mediano”, “Da adesso in poi”, “L’odore del sesso”, “Kay è stata qui”, “Qualcuno ha visto, per caso, il mio cane blu elettrico monofase?”, “Sulla mia strada”, “Forse mi trovo”, “Miss mondo ‘99”, “La porta dei sogni”), registrato allo studio di Luciano – lo Zoo di Correggio - da Fabrizio Simoncioni e missato da David Leonard al Logic di Milano, “Miss mondo” – titolo a cui è stato tolto l’originario e previsto suffisso cronologico “’99”, perché, come ha spiegato lo stesso Ligabue, «non volevo dare al disco una data di scadenza» - ad un primo ascolto presenta alcune novità e molte conferme. La prima è quella relativa alla facilità con cui Ligabue sembra poter scrivere belle canzoni senza fare alcuno sforzo: eppure non deve essere stato facile tornare a misurarsi con la chitarra dopo un album milionario come “Buon compleanno Elvis”. E invece quelle di “Miss mondo” sono per l’ennesima volta delle belle canzoni, molto compatte e omogenee rispetto a quelle del precedente lavoro. A suonarle, il gruppo ormai rodato composto da Roby Pellati (batteria), Rigo Rghetti (basso), Capitan Fede Poggipollini e Mel Previte (chitarre), a cui si è aggiunto, nelle vesti di tastierista e di tecnico del suono, Fabrizio Simoncioni. E qui arriva la seconda novità: dopo un disco (e relativo tour) di chitarre come “Buon compleanno Elvis”, sul nuovo disco di Ligabue tornano le tastiere (suonate per l’appunto da Simoncioni) e c’è spazio addirittura per un’orchestra (la London Session Orchestra diretta da Piero Milesi) in due brani. La produzione è a cura dello stesso Ligabue (e non più di Fabrizio Barbacci) e forse è per questo motivo che da “Miss mondo” scompaiono i riff che avevano fatto grande il precedente disco, per lasciare spazio a chitarre ritmiche molto aperte. Un album molto maturo, insomma, che riesce ad aggirare l’insidioso scoglio del già sentito per dire musicalmente, se non delle cose sconvolgentemente nuove, almeno delle cose ancora originali. Sul versante dei testi Ligabue parla più in prima persona che mai, come conferma in una nota acclusa al disco e tratta dal libro di Riccardo Bertoncelli a lui dedicato e di prossima uscita per Giunti, “Una vita da mediano – Ligabue si racconta”: «A chi mi obiettava che il mio orizzonte era troppo limitato, ho sempre risposto che da grande avrei ristretto il campo anche di più: non avrei parlato neanche dei miei posti e della gente che conosco ma proprio del mio condominio, per arrivare un giorno a parlare solo di me. Ecco, con questo disco ho fatto il salto. Sono arrivato a parlare di me senza passare per il condominio». E così l’elemento fortemente personale è quello che caratterizza maggiormente le canzoni, come la voglia di parlare solo ed esclusivamente per sé, di esperienze e riflessioni che sono anzitutto raccontate e vissute in prima persona, anche quando – come nel caso di “Da adesso in poi” – sono ispirate da una vicenda come la nascita di un figlio («La canzone è una riflessione sulla paternità, non è scritta per mio figlio. Il bambino è nato mentre stavo facendo il film, è nato prematuro in un momento di grande agitazione. Ho pensato a cosa potrò fare per aiutarlo visto che ha davanti una vita intera, e mi sono risposto che tutto quello che gli posso dire è che vale la pena vivere»).
(continua)
Dall'archivio di Rockol - Il nuovo album "Start":: la genesi del disco
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