Come le squadre di calcio prima degli appuntamenti cruciali, Vasco è in ritiro. La rockstar di Zocca si trova in Svizzera per prepararsi al megaconcerto di Imola, adunata oceanica da almeno 95.000 persone (ma qualcuno dice 120.000).
Ritiro sì, ma non silenzio stampa: Vasco infatti ha “esternato” sulle pagine dei maggiori quotidiani italiani, con qualche pensierino acido rivolto a Zucchero, Mick Jagger, Claudio Baglioni (sui “concerti con playback”) Ramazzotti (sui concerti “con dedica”) e ai vari professionisti del “duetto”. Ecco un’antologia di dichiarazioni.
“Onestamente mi aspettavo 50.000 persone... E dire che mi consigliavano di recuperare un po’ di umiltà andando a suonare nei piccoli club. Invece bisogna fare le cose che bisogna fare. Zucchero dice che è facile fare un solo concerto vicino a casa invece che un tour? Non ha tutti i torti. Ma io i miei tour li ho fatti, e sono venuti in 600.000. Comunque la prossima volta lo invito e facciamo 150.000 persone, oppure può farmi da supporter nel mio prossimo giro da 20 concerti. Per Imola ho preparato uno spettacolo da festival rock, con 24-25 pezzi. Un quarto della mia produzione, visto che ho scritto 109 canzoni. Ma non farò duetti con Anouk o i Verve o nessuno: cos’è questa mania dei duetti, volete vederci mentre ci teniamo per mano con il grembiulino come all’asilo? Se una sera Mick Jagger ed Eric Clapton, per dire, si incontrano e nasce qualcosa spontaneamente è bellissimo, ma se il giorno dopo li vedo trecento volte in tv vomito. Un’altra cosa che non farò è il playback, che qualcun altro ha fatto in concerto; e non dedicherò il concerto a nessuno, niente furberie per fingersi buoni. Molti parlano durante i concerti e non dovrebbero. Il discorso è lo spettacolo stesso, e il mio discorso preferito è “Gli spari sopra”. Un discorso che intendo fare anche nel terzo millennio: ci saranno gli Stones, e ci sarò anch’io. A proposito, penso che i Rolling Stones debbano assolutamente rimborsare i biglietti: ci abbiamo messo anni a rendere serio l’ambiente. Mick sarà anche malato, può capitare, ma capire quando fermarsi è una questione di decenza. Perché, per fare una ‘vita spericolata’, ‘ci vuole un fisico bestiale’...”
Ritiro sì, ma non silenzio stampa: Vasco infatti ha “esternato” sulle pagine dei maggiori quotidiani italiani, con qualche pensierino acido rivolto a Zucchero, Mick Jagger, Claudio Baglioni (sui “concerti con playback”) Ramazzotti (sui concerti “con dedica”) e ai vari professionisti del “duetto”. Ecco un’antologia di dichiarazioni.
“Onestamente mi aspettavo 50.000 persone... E dire che mi consigliavano di recuperare un po’ di umiltà andando a suonare nei piccoli club. Invece bisogna fare le cose che bisogna fare. Zucchero dice che è facile fare un solo concerto vicino a casa invece che un tour? Non ha tutti i torti. Ma io i miei tour li ho fatti, e sono venuti in 600.000. Comunque la prossima volta lo invito e facciamo 150.000 persone, oppure può farmi da supporter nel mio prossimo giro da 20 concerti. Per Imola ho preparato uno spettacolo da festival rock, con 24-25 pezzi. Un quarto della mia produzione, visto che ho scritto 109 canzoni. Ma non farò duetti con Anouk o i Verve o nessuno: cos’è questa mania dei duetti, volete vederci mentre ci teniamo per mano con il grembiulino come all’asilo? Se una sera Mick Jagger ed Eric Clapton, per dire, si incontrano e nasce qualcosa spontaneamente è bellissimo, ma se il giorno dopo li vedo trecento volte in tv vomito. Un’altra cosa che non farò è il playback, che qualcun altro ha fatto in concerto; e non dedicherò il concerto a nessuno, niente furberie per fingersi buoni. Molti parlano durante i concerti e non dovrebbero. Il discorso è lo spettacolo stesso, e il mio discorso preferito è “Gli spari sopra”. Un discorso che intendo fare anche nel terzo millennio: ci saranno gli Stones, e ci sarò anch’io. A proposito, penso che i Rolling Stones debbano assolutamente rimborsare i biglietti: ci abbiamo messo anni a rendere serio l’ambiente. Mick sarà anche malato, può capitare, ma capire quando fermarsi è una questione di decenza. Perché, per fare una ‘vita spericolata’, ‘ci vuole un fisico bestiale’...”
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