Credits: Vincenzo Nicolello / Concessione in uso a Rockol
Pino Daniele ha presentato oggi, mercoledì 10 marzo, il suo nuovo disco "Come un gelato all'equatore": un album un po' meno blues e un po' più "africano": «Credo che questo sia il futuro della musica: multietnica, anche se con suoni elettronici, e cantata in inglese, che rimane la lingua internazionale. Intendiamoci, in questo disco canto in italiano, anche se ogni tanto ci scappa qualcosa in inglese e in napoletano. Comunque sono molto convinto di questo modo di fare una musica italiana diversa. Senza offesa per Nek e per Laura Pausini, penso che all'estero si debba proporre qualcosa di differente, di più vivo che non la solita melodia. E questo non vuol dire che io alla tradizione non ci tenga, anzi: sono andato talmente alla ricerca delle radici della musica del mediterraneo che ho incontrato la musica africana».
Nelle dodici canzoni dell'album convivono il Pino Daniele del recente pop melodico ("Sì forever" o "Alibi perfetto") con sonorità elettroniche ed influenze etniche. Ma soprattutto, un tema emerge: l'amore.
«Non è che siccome faccio canzoni d'amore significa che sono felice, perché allora che dovremmo dire di Luigi Tenco?... Ma ognuno canta di quello che vive. Quando ero più giovane vivevo altre situazioni, e le ho cantate. Oggi ho una famiglia, vivo una vita tranquilla, abito in un palazzo, scendo e vado a fare la spesa... E canto l'amore perché unisce le generazioni, arriva a tutti, in ogni epoca. Anche i Doors facevano canzoni d'amore. Non credo che una canzone incazzata, che parla dell'assessore che non si occupa dei problemi della città, sia più valida di una canzone d'amore».
C'è comunque, sparso, qualche "messaggio": in "Stella cometa" il cantautore napoletano, influenzato forse da Raiss degli Almamegretta, che collabora in un paio di brani, si lancia in un rap: "Siamo noi contro le mine antiuomo e tutti gli esperimenti nucleari sul nostro pianeta". «Quando si fanno dischi che vendono 800.000 copie, è stupido non approfittarne per prendere posizioni precise contro tutto quello che può far male. Viviamo in un'epoca strana, tutti si interessano a quello che Clinton fa con Monica Lewinsky invece che a quello che fa con Saddam».
Nei progetti futuri di Pino Daniele c'è un tour diviso in tre parti (tre date a luglio, la prima delle quali il giorno 11, nell'ambito del Monza Rock Festival; una decina di date negli stadi dall'1 al 20 agosto; e concerti nei palasport nel mese di ottobre) ma non c'è più il disco strumentale annunciato più o meno un anno or sono. «E' un progetto che non sono più riuscito a portare avanti anche per miei problemi discografici», ha spiegato Daniele, che - si dice - sarebbe sul punto di accordarsi con un'altra casa discografica (BMG?).
Nelle dodici canzoni dell'album convivono il Pino Daniele del recente pop melodico ("Sì forever" o "Alibi perfetto") con sonorità elettroniche ed influenze etniche. Ma soprattutto, un tema emerge: l'amore.
«Non è che siccome faccio canzoni d'amore significa che sono felice, perché allora che dovremmo dire di Luigi Tenco?... Ma ognuno canta di quello che vive. Quando ero più giovane vivevo altre situazioni, e le ho cantate. Oggi ho una famiglia, vivo una vita tranquilla, abito in un palazzo, scendo e vado a fare la spesa... E canto l'amore perché unisce le generazioni, arriva a tutti, in ogni epoca. Anche i Doors facevano canzoni d'amore. Non credo che una canzone incazzata, che parla dell'assessore che non si occupa dei problemi della città, sia più valida di una canzone d'amore».
C'è comunque, sparso, qualche "messaggio": in "Stella cometa" il cantautore napoletano, influenzato forse da Raiss degli Almamegretta, che collabora in un paio di brani, si lancia in un rap: "Siamo noi contro le mine antiuomo e tutti gli esperimenti nucleari sul nostro pianeta". «Quando si fanno dischi che vendono 800.000 copie, è stupido non approfittarne per prendere posizioni precise contro tutto quello che può far male. Viviamo in un'epoca strana, tutti si interessano a quello che Clinton fa con Monica Lewinsky invece che a quello che fa con Saddam».
Nei progetti futuri di Pino Daniele c'è un tour diviso in tre parti (tre date a luglio, la prima delle quali il giorno 11, nell'ambito del Monza Rock Festival; una decina di date negli stadi dall'1 al 20 agosto; e concerti nei palasport nel mese di ottobre) ma non c'è più il disco strumentale annunciato più o meno un anno or sono. «E' un progetto che non sono più riuscito a portare avanti anche per miei problemi discografici», ha spiegato Daniele, che - si dice - sarebbe sul punto di accordarsi con un'altra casa discografica (BMG?).
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale