26 anni, nata a Brescia, Matì (nome d'arte di Marina Marazzi) ha da poco pubblicato il suo album di debutto, preceduto dal singolo "Angeli mai", diffuso anche dai network radiofonici. Al disco, che propone sonorità tra la melodia italiana, il trip-hop e certe invenzioni che piacerebbero a Bjork (come "Favola al neon") hanno collaborato con alcuni testi Enrico Ruggeri e Dario Gai, e con la sua chitarra Luigi Schiavone. «In questi ultimi quattro anni ho studiato Economia a Pavia e ho suonato nei pianobar. Quest'ultima attività mi appassionava molto di più; ma è quasi per caso che sono entrata in contatto con la mia etichetta: un amico mi ha convinta a portare alla Merak una mia cassetta, ed eccomi qui».
Nel disco ci sono una versione in francese di "Angeli mai", ma anche passaggi cantati in inglese, nonché una canzone in greco ("Kypiakh"). «Io compongo solo le musiche dei miei pezzi, per cui ero curiosa di fare esperimenti con la musicalità delle parti cantate. Quella del greco è una specie di scommessa, che abbiamo deciso praticamente all'ultimo momento grazie a un amico che ha scritto il testo».
Per quanto riguarda i suoni, Matì spiega che le sue passioni sono Massive Attack e Depeche Mode, ma che tutti i brani, anche quelli rivestiti di sonorità più moderne, sono nati al pianoforte, «che rimane il mio strumento preferito, sul quale ho imparato a suonare da autodidatta».
Per quanto riguarda i suoni, Matì spiega che le sue passioni sono Massive Attack e Depeche Mode, ma che tutti i brani, anche quelli rivestiti di sonorità più moderne, sono nati al pianoforte, «che rimane il mio strumento preferito, sul quale ho imparato a suonare da autodidatta».