Sul "Giorno" la corrispondente da Londra Ludmilla Parkinson pubblica un lungo articolo dedicato all’asta, in programma il 6 dicembre, che metterà in vendita la copia di "Double fantasy" autografata da John Lennon prima di morire. «L’ex Beatle scrisse il suo nome sul disco per Mark Chapman solo qualche ora prima che Chapman gli sparasse cinque colpi della sua calibro 38 a canna cora, ore 22.80 dell’8 dicembre 1980, a New York, di fronte al Central Park, all’ingresso del Dakota Building. Adesso (il 6 dicembre) quel disco con l’ultima firma di Lennon va all’asta. Prezzo di partenza 250.000 sterline inglesi (circa 700 milioni di lire) ma si calcola che potrebbe arrivare a una cifra quattro volte più alta. Anche perché su quella copia di "Double fantasy", oltre alla firma di Lennon sulla foto di sé medesimo che bacia Yoko, ci sono le impronte digitali del killer evidenziate dalla polvere usata dalla polizia per l’identificazione di Chapman».
L’articolo racconta poi la curiosa storia di Philip Michael, «l’uomo che ritrovò l’album con l’ultimo autografo e che per 16 anni lo ha custodito sotto il letto. Di professione portiere, adesso in pensione, 47 anni, Philip ricorda quella notte come fosse ieri». Michael ricostruisce i fatti e la sua personale parte nell’indagine che seguì all’omicidio. «Il disco gli venne restituito nel 1981. Da allora non lo ha mai guardato, né tantomeno ascoltato; finchè nello scorso luglio - in difficoltà finanziarie - ha deciso di metterlo in vendita. "Ho sempre pensato che un giorno o l’altro l’avrei venduto - dice ora Philip - Anche se preferirei morire in povertà se questo significasse che Lennon è ancora vivo"».
L’articolo racconta poi la curiosa storia di Philip Michael, «l’uomo che ritrovò l’album con l’ultimo autografo e che per 16 anni lo ha custodito sotto il letto. Di professione portiere, adesso in pensione, 47 anni, Philip ricorda quella notte come fosse ieri». Michael ricostruisce i fatti e la sua personale parte nell’indagine che seguì all’omicidio. «Il disco gli venne restituito nel 1981. Da allora non lo ha mai guardato, né tantomeno ascoltato; finchè nello scorso luglio - in difficoltà finanziarie - ha deciso di metterlo in vendita. "Ho sempre pensato che un giorno o l’altro l’avrei venduto - dice ora Philip - Anche se preferirei morire in povertà se questo significasse che Lennon è ancora vivo"».
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