La sera attorno all’Aquatica di Milano, dove i Fear Factory suoneranno tra due ore, è secca e fredda. L’addetta ci scorta, attraversando security e carabinieri, fino al tendone dove Dino Cazares, il chitarrista del gruppo, attende Rockol. Una stretta di mano, poi veniamo accompagnati in camerino.Il vostro primo tour europeo risale al ’93. E’ vero che suonaste 30 concerti in 30 giorni?
Cazares: “Sì, esatto. Eravamo co-headliners con i Brutal Truth. Abbiamo fatto un sacco di Paesi. Fammi pensare…Italia, Francia, Germania, Spagna, Svezia, Svizzera…uhm…Olanda, Gran Bretagna, Scozia e Danimarca. Ma forse qualche nazione l’ho dimenticata”
Poi siete tornati nel ’96, giusto?
Cazares: “Come headliners. Più o meno siamo ripassati nei Paesi di prima, ma in più abbiamo aggiunto Cecoslovacchia, Austria ed Ungheria”.
In Italia dove vi esibiste?
”Milan, Bolonia e Florenzia”
Ahem. Faceva freddo come oggi?
”Sì, la prima volta faceva davvero molto freddo, la seconda un caldo terribile”.
Vi siete incazzati quando “Kerrang!”, nel 1997, scrisse a proposito di “Remanufacture” che era un disco “più vicino alla techno che al metal”?
”No, in fondo avevano ragione, era così che lo volevamo, nel pianeta Fear Factory è tutto fatto per una ragione. E’ un album che ha venduto 400.000 copie. Mi è spiaciuto solamente che molta gente ha pensato che fosse un nuovo album, mentre invece era un disco di remix”
E’ andata bene la tua cena londinese dello scorso 30 ottobre?
Che vuoi dire?
Su “Kerrang!” c’era scritto che avresti cenato con un fan che aveva vinto un concorso…
”Ah, sì, quella roba lì. Sì, è stata una bella cena. Siamo andati in un posto tex-mex, e la cosa divertente è stata che questo ragazzo, che era davvero un nostro grande fan, era la prima volta che mangiava cibo tex-mex. Giù Corona, bicchierate di tequila. Ci siamo divertiti molto. Poi il giorno dopo è venuto al nostro show, c’era anche Gary Numan”
E a proposito di Numan, la vostra cover di “Cars” è uscita in Europa il 27 settembre. Pensi che abbia aiutato a sospingere l’album?”
”No, man. Beh, diciamo che ogni tipo di promozione aiuta. Cioè, in Europa non credo che ‘Cars’ sia stata così decisiva, ma negli USA ci ha dato una mano. Le radio l’hanno passata molto, e in America le radio sono potenti”
”Obsolete” è invece uscito lo scorso 27 luglio. Come è andato finora?
”Ha venduto 350.000 copie negli USA e 280.000 in Europa”
Allora sei un uomo ricco…
(Sorride, nessuna risposta)
La storia del camion che vi hanno rubato, quello con tutti i vostri strumenti, come è andata? La polizia ha scoperto chi è stato?
”No, c’era una traccia, hanno preso un tipo ma si è scoperto che non c’entrava niente. Adesso abbiamo degli investigatori privati che stanno seguendo la cosa”
Comunque eravate assicurati, no?
”Sì, ma il valore commerciale c’entra fino ad un certo punto. Lì c’erano in ballo delle cose con valore affettivo. Ad esempio c’era dentro un amplificatore che mi ero fatto costruire nel 1989, cose simili…”
Senti Dino, ma le cose…insomma, le hai ancora…
”Le Polaroid sexy? Sì, certo che le ho ancora. Ne ho più di cinquecento! Ma adesso non ne faccio quasi più, cosa vuoi, non è che ad ogni ragazza mi metto lì a farle una foto sexy…ho 30 anni, non è più una cosa nuova”
Ed è vero che c’è in giro anche un filmetto un po’…
(Il simpatico trippone ride di gusto). “Il film porno vuoi dire, eh? Ah hah hah. Sì, nel ’97 ho fatto un film porno, si chiamava ‘Cruise sluts’. Mi sono divertito molto!”
E ti credo. Ultima domanda: ci sono già delle idee per il vostro nuovo album?
”Sì, abbiamo già fatto dei demo. Speriamo d’entrare in studio dopo il tour, così il disco potrebbe uscire, incrociando le dita, verso settembre od ottobre. Di titoli non te ne posso dire, è ancora troppo presto, però sarà anche questo un concept-album e musicalmente sarà molto aggressivo”.