L'Anticristo si confessa: 'Non ho colpa se la gente è stupida...'

Semplice guitto o unica incarnazione possibile del rock a cavallo dei due secoli? Difficile dirlo: Brian Warner si rappresenta in modi diversi, a seconda di dove si trova: su un palco, o a tu per tu con i giornalisti. Ecco l’incontro con l’anticristo, in una saletta dell’autodromo di Imola.

Le tue canzoni contengono molti riferimenti all’America. Ma cosa pensi che i fan italiani possano fare proprio, di esse?

«Penso che nonostante io parli di cose molto americane, quanto dico possa essere universale ed interessare chiunque senta il bisogno di essere se stesso e andare contro il flusso della corrente».

Ci hanno detto che i commercianti della città di Imola erano spaventati dai tuoi fans. Poi hanno scoperto uno studente di Economia che telefonava a casa e chiedeva come era andato il suo esame.
«I commercianti si preoccupano del denaro, i fans di qualcosa di diverso».

Devi ammettere che alcuni dei tuoi fans hanno un'immagine un po' spaventosa. Molti seguono il tuo esempio e si procurano dei tagli.

«Solo una persona intelligente può essere creativa. Chiunque può indossare vestiti normali. Queste persone fanno uno sforzo in più degli altri: si identificano con qualcuno che è abbastanza forte da dire cose che non dice nessuno. E' un primo passo verso una consapevolezza maggiore».

Come definiresti un tuo concerto?
«Rock'n'roll. Non riesco a trovare un'altra parola che descriva quel che faccio».

In America ci sono stati dei problemi dopo Littleton...
«In America la gente tende a diventare isterica. In questo caso danno la colpa di una strage o fatti di violenza a gente che fa spettacolo, il che è interessante. Comunque è risultato quasi impossibile per noi fare il nostro spettacolo in quel periodo. Così abbiamo pensato che fosse meglio cancellare sei date e ricominciare quando la gente avrebbe ricominciato a pensare in modo corretto».

Ma tu cosa ne pensi?
«Non è colpa mia se la gente è stupida. C’era bisogno di un capro espiatorio, e chi meglio di me? D’altra parte, la capacità di dire verità sgradevoli fa parte da sempre della musica rock ed è una delle ragioni per cui faccio questo mestiere. Quando ho formato una band l'ho fatto con l'obiettivo di sostenere punti di vista che non fossero i più popolari e comuni. Implicitamente, la tesi di quelli che si sono scagliati contro di me è che la gente è facilmente influenzabile. Io penso che la gente sia più intelligente di così».

Dicono che il simbolo dell'elettricità che utilizzi sul palco sembra quello delle SS.
(irritato) «No, è solo il simbolo dell'elettricità, ricorda la scossa elettrica: quello che facciamo è uno shock per molti. Quella parte dello show poi è una presa in giro della religione, della politica e del rock'n'roll».

Anche del rock? Ma allora perché "Mechanical animals" è il tuo disco di rock più ortodosso?
«Ogni disco che ho fatto è diverso e riflette quanto sentivo in quel momento. La forza del rock'n'roll è che rimane comunque la forma più potente e importante di musica per esprimere quanto uno sente».

Su "Rolling Stone" hai scritto un articolo molto penetrante sulla storia della violenza in America. Sappiamo che sei molto ironico, e che non sei uno stupido. Non è che la tua parte più intelligente si trova ogni tanto a soffrire degli aspetti più baracconeschi del tuo personaggio?
«Non penso che sia giusto che io cambi la mia opinione o la mia immagine a seconda di quello che può pensare la gente. Quello che la gente vede è quello che io voglio che veda. Non mi sembra giusto che a un artista si chieda di cambiare a seconda di quello che qualcuno può percepire. Un artista deve fare quello che ritiene, e poi succeda quello che deve succedere».

La tua autobiografia racconta anche parti piuttosto choccanti. Non hai mai avuto problemi nel raccontare dettagli così intimi della tua vita?
«Volevo che la gente capisse quello che ho creato. Credo che sia importante a questo scopo anche mostrare da dove vengo e quali sono le scelte che ho fatto».

Ti sei mai pentito di qualcosa?
«No, si impara da tutto. Come gruppo stiamo crescendo e nel futuro faremo cose ancora più potenti».

Qui a Imola c’è Courtney Love...
«Penso che il problema principale con lei sia stato che nel nostro tour congiunto lei si è trovata di fronte a un uomo più popolare di lei ma che non poteva togliere di mezzo. Quindi ha dovuto abbandonare il tour».

Ti senti incompreso o pensi che le tue canzoni facciano cambiare la gente?
«Non cerco di far cambiare la gente. Preferisco pensare che grazie a me la gente abbia un diverso punto di vista, abbia un punto di riferimento quando tutto sembra contro di loro, e cerco di divertirli ed evitare che si annoino».

Come sarà il tuo prossimo album?
«Ci stiamo lavorando proprio adesso. E' musica per un film da me scritto e interpretato. No, non sarà un horror».

Una storia d'amore?
(sorride) «Una specie... »

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