Biografia

Rispetto alle convenzioni del mondo rock – a cui gran parte delle band si è sempre adeguata – gli Steely Dan sin dal loro esordio caratterizzano con tratti del tutto personali la loro musica e il loro stile, creando un proprio standard qualitativo preso a riferimento da tantissimi gruppi dell’area pop. Steely Dan è infatti da sempre un vero e proprio marchio di fabbrica, un raffinatissimo miscuglio di pop, soul, jazz e blues che attrae ancora oggi una vasta schiera di artisti che hanno campionato o preso a riferimento il suono high-tech creato dai geniali Walter Becker e Donald Fagen insieme a Gary Katz, loro produttore fino ai primi anni Ottanta e responsabile certamente delle scelte più raffinate sul piano della produzione. E’ grazie a Gary Katz che gli Steely Dan si trasformano da tradizionale live band a gruppo da studio di registrazione, mutando in veri e propri super perfezionisti maniaci degli arrangiamenti e dei bei suoni. Per questo motivo la loro attività live si interruppe nel 1973 fino alla reunion avvenuta nella seconda metà degli anni Novanta (e immortalata nel CD ALIVE IN AMERICA del 1995).
Walter Becker (bassista) e Donald Fagen (voce e tastiere) si incontrano al Bard College nello stato di New York nel 1967 e iniziano a suonare in diverse rock band, soprattutto classici rock-blues e R&B. Ma la loro smania creativa non viene in questo modo soddisfatta e preferiscono mollare le altre band per unire le forze con la volontà di creare un repertorio originale. Nel ’71 arriva la prima occasione: viene chiesto loro di comporre le musiche di un film a basso costo intitolato “You gotta walk it like you talk it”, prodotto da Kenny Vance. A causa dello scarso successo della pellicola e seriamente intenzionati a fare musica professionalmente, i due si trasferiscono nella grande mela dove tentano di far conoscere le loro canzoni a cantanti e manager di artisti pop. Riescono a piazzare anche un brano per Barbra Streisand (“I mean to shine”), ma non succede nulla e la coppia Fagen & Backer langue fin quando non si accorge di loro Gary Katz, che li introduce come autori allo staff di A&R della ABC di Los Angeles. Katz – che iniziava la sua carriera di producer – dopo aver ascoltato una grande mole di provini, suggerisce di far incidere il materiale agli stessi Fagen & Becker. Scelto il nome Steely Dan (ispirato a un personaggio de “Il pasto nudo” di William Burroughs), nel 1972 entrano in studio per registrare il loro primo disco, CAN’T BUY A THRILL, che si rivela subito un successo, grazie anche all’interesse riservato dalle stazioni radio nei confronti del singolo “Do it again”. L’anno successivo pubblicano COUNTDOWN TO ECSTASY, un album che – a differenza dell’esordio – non attrae più di tanto le radio FM e non sforna nessun hit. Ci riprovano nel 1973 con PRETZEL LOGIC, lanciato da un ottimo singolo, “Ricky don’t lose that number” che entra nelle chart di vendita e riporta il nome Steely Dan tra le band più originali della scena rock americana. Entrano a far parte del gruppo anche Jeff Porcaro (successivamente batterista dei Toto) e Michael McDonald (cantante e compositore per i Doobie Brothers). E’ in questo periodo che i due decidono di interrompere definitivamente l’attività live per concentrarsi sulla composizione e la registrazione dei loro brani. Visto il buon successo commerciale ottenuto rientrano in studio chiamando per le session uno stuolo di affermati session man con l’idea di perfezionare ulteriormente il sound Steely Dan. A ruota escono KATY LIED nel 1975 e THE ROYAL SCAM nel 1976, entrambi di buon livello. La vera novità arriva con il successivo AJA, del 1977, nel quale il duo Fagen & Becker si lancia in una sorta di odissea produttiva chiudendosi per mesi in studio con una serie interminabile di fantastici musicisti, molti dei quali affermate star del jazz e della fusion come Wayne Shorter, Larry Carlton, Lee Ritenour, Steve Gadd, ecc.. Nonostante il disco sia il loro prodotto più sofisticato e jazzy diventa il maggior successo da classifica degli Steely Dan, spinto anche da veri hit single come “Josie” e “Peg”. L’album accresce enormemente la reputazione della band tra i musicisti jazz e li pone al top del più sofisticato pop jazz mai realizzato. Dopo aver composto il brano portante per la colonna sonora del film “FM” (ma guarda…!), Donald e Walter tornano in studio e a seguito di interminabili session sfornano nel 1980 “Gaucho”, quello che sarà fino alla fine del millennio il loro ultimo disco in studio con il nome Steely Dan. Anche in questo caso i due mettono in campo una straordinaria serie di sofisticate composizioni e, grazie al contributo di Gary Katz, le loro produzioni sicuramente più ambiziose, eleganti e raffinate. All’apice del successo la coppia decide di dividersi e Fagen, sempre con l’aiuto di Katz, pubblica nel 1982 “The nightfly”, un bellissimo album che si rivela non solo un grande successo commerciale ma anche un vero e proprio capolavoro per tutto il decennio. Becker nel frattempo si concentra su come spendere i soldi guadagnati e viene coinvolto in torbide storie di violenze sessuali che lo allontanano dalla scena. Lo vedremo rispuntare nella seconda metà degli anni Ottanta come produttore pop (notevole il suo contributo a “Flount the imperfection” degli inglesi China Crisis) o in campo jazz fusion (la Windham Hill lo chiama a dirigere e a produrre la sua nuova scuderia jazz). Fagen, tranne qualche collaborazione sporadica, la registrazione del concerto “New York rock and soul review” e brani per alcune colonne sonore, tornerà con un album in proprio solo nel 1993 (“Kamakiriad”), che delude però la lunga attesa, mentre nel 1994 Becker ci prova per la prima volta da solista con “11 tracks of whack”, prodotto proprio dal vecchio amico Fagen. L’anno successivo gli Steely Dan annunciano di tornare di nuovo insieme per suonare dal vivo dopo oltre vent’anni dagli ultimi concerti e intraprendono un tour che richiama grandi folle e rilancia l’immagine della band. Alla fine del 1998 arriva per i fan la grande notizia, gli Steely Dan sono di nuovo in studio per preparare un album di nuove canzoni la cui uscita viene programmata per la fine di febbraio 2000, a vent’anni esatti dal loro ultimo lavoro di studio. La nuova fatica, TWO AGAINST NATURE, contiene 9 brani e ripropone il classico sound Steely Dan, non troppo distante dalle ultime cose realizzate singolarmente da Fagen e Becker. A questo punto la reunion è cosa stabile, sia dal vivo che in studio: nel 2003 esce EVERYTHING MUST GO. Nel 2006 esce un nuovo disco solista di Fagen, che lo promuove in tour prima da solo, poi con gli Steely Dan. Seguono tour nel 2007, 2008 e anche 2009, con date pure in Italia. (25 gen 2018)