Biografia

Robert Wyatt nasce il 28 gennaio del 1945 a Bristol, in Inghilterra. Con i Soft Machine, band di cui è batterista e occasionalmente cantante, elabora una avanguardistica fusione di free jazz e pop psichedelico che ne fa subito uno dei personaggi di punta della scena underground londinese della seconda metà degli anni Sessanta (la vocazione “colta” e intellettuale del gruppo è confermata dal nome, preso a prestito dall’omonimo romanzo di William Burroughs). Dopo un tris di dischi epocali, divergenze artistiche con gli altri componenti della band, Mike Ratledge e Hugh Hopper, lo spingono verso nuove avventure, prima con uno sperimentale album solista, THE END OF AN EAR, dato alle stampe quando ancora è membro stabile del gruppo, poi con i Matching Mole a fianco di Dave McRae, Phil Miller, Bill McCormick e Dave Sinclair (già nei Caravan). Sciolto anche quel sodalizio, Wyatt progetta un nuovo disco solista quando un drammatico incidente gli rivoluziona la vita: il 1° giugno del 1973, durante un party in cui ha esagerato con l’alcool, cade da una finestra al quarto piano e si spezza la colonna vertebrale; immobilizzato dalla vita in giù, sarà costretto per sempre su una sedia a rotelle. Obbligato a sostituire la batteria con percussioni e pianoforte, durante la lunga convalescenza Wyatt si dedica a sviluppare la sua inconfondibile vocalità, fragile ma intensamente espressiva, e completa le canzoni di ROCK BOTTOM, album prodotto da Nick Mason dei Pink Floyd che nel 1974 viene salutato come un capolavoro. L’anno seguente RUTH IS STRANGER THAN RICHARD mostra uno scenario musicale ancora più composito ma anche, a detta dello stesso artista, più frammentario e meno convincente. A quelle due opere fanno seguito lunghi periodi di silenzio durante i quali Wyatt,di fede dichiaratamente marxista, partecipa attivamente al dibattito politico in Gran Bretagna segnalandosi negli anni Ottanta per le sue posizioni marcatamente antitatcheriane. Ogni tanto torna in studio di registrazione per incidere canzoni pubblicate sotto forma di 45 giri, EP e mini album: pezzi “militanti” in lingua inglese e spagnola (“Biko” di Peter Gabriel, “Shipbuilding” di Elvis Costello, “Yolanda” di Pablo Milanès, “Te recuerdo Amanda” di Victor Jara), cover di brani pop rielaborati in maniera estremamente originale (“I’m a believer” dei Monkees, “At last I am free” degli Chic), standard jazz e blues di cui è da sempre innamorato (“Strange fruit” di Billie Holiday, “Round midnight” di Thelonious Monk). Il ritorno a tempo pieno alla musica avviene nel 1997 con SHLEEP, splendida opera che si avvale dell’apporto di musicisti come Brian Eno, Phil Manzanera, Paul Weller, Philip Catherine e Annie Whitehead, trombonista da molto tempo al suo fianco; nel successivo CUCKOOLAND (2003) compare anche David Gilmour, vecchia conoscenza dai tempi della Londra psichedelica degli anni Sessanta. Intanto gli omaggi alla sua arte fioccano anche in Italia: nel 1998 arriva il tributo del CPI sotto forma di un album, THE DIFFERENT YOU, contenente cover delle sue canzoni eseguite da artisti italiani come CSI, Jovanotti, Max Gazzè, Area, Almamegretta e Mauro Pagani; l’anno dopo, sull’album “Nido”, l’impareggiabile voce di Wyatt impreziosisce “Goccia” di Cristina Donà. Nel 2005 esce finalmente su cd il celebre concerto che l’8 settembre del 1974, al Theatre Royal Drury Lane di Londra, segnò il suo ritorno sulle scene dopo l’incidente: lo accompagnano, in quella storica serata, amici come Mason, Mike Oldfield, Fred Frith, Julie Tippets, Hugh Hopper e Gary Windo. (25 nov 2008)