Philip Glass
La biografia
Biografia
Nato a Baltimora il 31 gennaio 1937, Glass è figlio di immigrati ebrei provenienti dall'Ucraina. Si avvicina alla musica molto presto: sia grazie al padre che possiede un negozio di dischi sia grazie al flauto che comincia a suonare giovanissimo. Riesce a entrare nella prestigiosa Juilliard dove studia principalmente le tastiere, per poi dedicarsi – tra il 1963 e il 1965 – alla composizione. L’anno successivo lavora con Ravi Shankar, attraverso le cui sonorità s’incomincia a definire lo stile di Glass.Poiché non riesce a catturare l’attenzione del circuito musicale, decide di formare - assieme agli ex compagni di studi Steve Reich e Job Gibson – un gruppo che sul finire degli anni Sessanta a New York si esibisce all’interno delle gallerie d’arte. Dopo alcune divergenze con Steve Reich fonda il Philip Glass Ensemble in cui entrano le tastiere, i fiati - sassofono e flauto - e un soprano. Prosegue la scelta di sonorità minimaliste come in "Two pages", "Contrary motion" e "Music in fifths". Col tempo la musica diventa sempre più complessa e drammatica, fino al culmine con l’esecuzione di quattro ore di MUSIC IN TWELVE PARTS (1971-1974), inizialmente concepito come un'unica composizione con dodici parti strumentali e successivamente evoluto in una composizione ciclica.
Glass continua il proprio lavoro con due serie di opere strumentali, ANOTHER LOOK AT HARMONY (1975) e FOUR SERIES (1978-79), mentre la sua musica per le produzioni teatrali diventa più famosa. La prima opera è una collaborazione con Robert Wilson, la prima di una trilogia di ritratti: EINSTEIN ON THE BEACH (1976) a cui segue SATYAGRAHA (1980) dedicata a Gandhi. La trilogia si completa con AKNATEN (1983-84), ritratto del faraone Akhenaton. Nello stesso anno Glass collabora con Robert Wilson alla stesura di un'altra opera, “The Civil wars”.
A partire dalle composizioni di opere e musiche per il teatro, Glass – tra gli anni Ottanta e Novanta – scrive ensembles più semplici, ritornando così in qualche modo verso le radici stilistiche dei suoi studi compositivi. Nella sua produzione di musica da camera risultano fondamentali gli ultimi due quartetti d'archi di una serie di cinque scritti per il Kronos Quartet (1989 e 1991) e il pezzo "Music from the screens" (1989).
Glass scrive inoltre delle composizioni per piano solo, come un ciclo di cinque pezzi (1988) per un adattamento teatrale della "Metamorfosi" di Franz Kafka e il primo volume di "Études for piano" (1994-95). Negli anni tra il 1993 e il 1996 Glass compone altre opere basate su alcuni film di Jean Cocteau. Il musicista crea anche molte colonne sonore, già a partire dagli anni Ottanta, a cominciare con quella per “Koyaanisqatsi” di Godfrey Reggio; continua con continuando con “Mishima: A Life in Four Chapters” (1985) di Paul Schrader, “Kundun” (1997) di Martin Scorsese, “The hours” (2002), “The illusionist” (2006), ricevendo anche una nomination agli Oscar per la colonna sonora di “Diario di uno scandalo” (2007). Collaboratore di diversi artisti rock - tra cui Brian Eno e David Bowie per i quali orchestra alcuni brani contenuti nei rispettivi LOW e HEROES - Glass continua a concentrarsi sulle sinfonie, come la "Symphony No.6 - Plutonian ode", nata in precedenza con la collaborazione di Allen Ginsberg.
A settembre 2005 esce WAITING FOR THE BARBARIANS, musica per il teatro basata sul romanzo di J. M. Coetzee. Due mesi più tardi, nel novembre 2005, debutta alla Brooklyn Academy of Music di New York la "Symphony no.8". Tra i seguenti lavori di Glass sono inclusi il coro per "The Passion of Ramakrishna", la colonna sonora di un film tratto da "The Inner Life of Martin Frost" di Paul Auster e un secondo volume degli "Études for piano". Nel 2008 esce GLASS BOX, cofanetto retrospettivo di 10 cd curato dalla Nonesuch.
La sua attività prosegue instancabile, fra musica da camera, colonne sonore, installazioni sonore, omaggi alla musica clascica e quant'altro. (15 apr 2018)