Manlio Sgalambro
La biografia
Biografia
Fino alla metà degli anni ’90 il suo nome era noto solo agli studiosi e ai letterati, grazie a un’intensa attività pubblicistica per la prestigiosa casa editrice Adelphi. Poi, nel 1994, l’incontro con Franco Battiato ha reso popolare Manlio Sgalambro anche presso il grande pubblico della musica. Il filosofo di Lentini, classe 1924, collabora con il musicista di Jonia scrivendo per lui il libretto dell’opera lirica IL CAVALIERE DELL’INTELLETTO, poi contribuisce ai testi di L’OMBRELLO E LA MACCHINA DA CUCIRE (1995), L’IMBOSCATA (1996), GOMMALACCA (1997), FERRO BATTUTO (2001), DIECI STRATAGEMMI (2004), IL VUOTO (2007), APRITI SESAMO (2012), tutti titoli della discografia di Battiato.Ma intanto Sgalambro debutta anche come corista (in FLEURS, 1999) e cantante solista, con una interpretazione di “La mer” di Charles Trenet inclusa nell’album CAMPI MAGNETICI (2000). Preso evidentemente gusto al canto, si ripropone come vocalista nel tour con Battiato del 2001, come protagonista di un siparietto tutto suo nel corso del quale esegue – fra il divertimento del pubblico – peculiari versioni di “La vie en rose”, “Besame mucho” e “Me gustas tu”. Nello stesso anno viene pubblicato il suo primo e unico album, FUN CLUB. Sue sono anche le sceneggiature dei film diretti da Battiato “Perdutoamor” del 2003, “Musikanten” del 2005 e “Niente è come sembra” del 2007. Proprio nel 2007 partecipa ULTIMO VOLO: ORAZIONE CIVILE PER USTICA di Pippo Pollina, due anni dopo pubblica il singolo “La canzone della galassia”, cover della “Galaxy song” tratta dal film dei Monty Python “Il senso della vita” e cantata con le Mab. Nel 2011 scrive il libretto di “Telesio”, la nuova opera di Franco Battiato, ed è co-autore di “Facciamo finta che sia vero”, dall’omonimo album di Adriano Celentano. Manlio Sgalambro muore il 6 marzo 2014, a 89 anni d’età. (14 mar 2014)