Biografia

Kate Bush nasce il 30 luglio del 1958 nel Kent, in Inghilterra. Ha appena 16 anni e frequenta ancora la scuola quando David Gilmour dei Pink Floyd ne scopre le precoci qualità artistiche finanziandole la registrazione dei primi provini e presentandola alla EMI. Nonostante la giovane artista abbia già un repertorio consistente di canzoni originali, la casa discografica preferisce attenderne la maturazione e la incoraggia a scrivere altro materiale, a proseguire le lezioni di danza e mimo e a farsi le ossa suonando nei pub inglesi con la sua K.T. Bush Band. Scelta saggia, perché il debutto è di quelli destinati a lasciare il segno: “Wuthering heights”, ispirata dall’omonimo romanzo di Emily Brontë, ne impone subito la voce acrobatica e uno stile musicale originale dalle forti componenti teatrali, issandosi nel marzo del 1978 al primo posto delle classifiche e spianando la strada all’album di debutto THE KICK INSIDE (numero 3 nelle chart nazionali). “The man with the child in his eyes”, un altro dei titoli contenuti nell’LP, viene premiato l’anno successivo con un Ivor Novello Award per la qualità del testo.
Dopo la pubblicazione di un secondo album, LIONHEART, l’artista inglese intraprende nell’aprile del 1979 la sua prima e tournée dal vivo con un ambizioso spettacolo chiamato “Tour of life” che va in scena in Inghilterra e nel resto d’Europa unendo balletto, elementi visuali e coreografie teatrali alla performance musicale. Sarà il suo solo tour per trentacinque anni. Nel marzo del 1980 la voce della Bush è riconoscibile nel singolo “Games without frontiers” di Peter Gabriel, numero 4 delle classifiche inglesi: con l’ex Genesis e altri artisti la cantante si era esibita qualche mese prima sul palco dell’Hammersmith Odeon di Londra per un concerto di beneficenza a sostegno della famiglia del suo tecnico luci Billy Duffy, ucciso da un incidente sul lavoro; da quell’esibizione verrà tratto un Ep dal vivo. Sempre nell’80 la Bush raggiunge nuovamente le classifiche con “Babooshka”, singolo promosso da un suggestivo videoclip che ne conferma il talento per l’abbinamento creativo tra musica e immagine. Insieme ad altri brani di successo come la ballata antinucleare “Breathing” e “Army dreamers” la canzone fa parte dell’album NEVER FOR EVER, coprodotto dalla stessa artista.
Nel settembre del 1982 è la volta di THE DREAMING, disco che richiede circa un anno di lavoro e che dimostra le crescenti ambizioni artistiche della sua autrice, sempre più lontana dal pop di maniera e incline a coraggiose sperimentazioni vocali e sonore. Non tutto il pubblico sembra pronto ad accettare la svolta, ma i dubbi sul prosieguo della carriera della Bush vengono fugati nell’agosto del 1985 quando il singolo “Running up that hill” scala le chart preannunciando il disco da molti ritenuto il suo migliore, HOUNDS OF LOVE. L’album, che a settembre raggiunge il numero 1 in Inghilterra, combina tecnologia hi tech con strumenti folk tradizionali, contiene composizioni di forte impatto come “Cloudbusting” (nel videoclip compare l’attore Donald Sutherland) e dedica l’intera seconda facciata ad una suite di taglio progressive intitolata “The ninth wave”. Nel 1986 la Bush torna al fianco di Peter Gabriel (anche in video) per uno dei brani più noti e apprezzati dell’album SO, “Don’t give up”.
L’antologia THE WHOLE STORY, nel gennaio del 1987, diventa il suo disco più venduto, e gli album successivi la vedono collaborare con musicisti illustri: il mentore Gilmour, il violinista Nigel Kennedy, il bretone Alan Stivell e il Trio Bulgarka in THE SENSUAL WORLD (1989), Prince, Jeff Beck ed Eric Clapton in THE RED SHOES (1993). Da allora le apparizioni della Bush, sempre più avvolta da un alone misterioso e quasi mistico, si diradano ulteriormente (nel 2001 si presenta ai Q Awards per ricevere un premio come “Classic Songwriter”) e di un disco nuovo si parla per anni senza che nulla accada. Dovranno passarne addirittura dodici (nel frattempo Kate ha perso la madre e dato alla luce un figlio, nel 1998) prima che nei negozi arrivi AERIAL, un doppio Cd dai contenuti estremamente originali che la vede collaborare con il direttore d’orchestra Michael Kamen (scomparso poco dopo), con Gary Brooker dei Procol Harum e con Rolf Harris, attore e musicista australiano molto popolare in Inghilterra.
A sei anni di distanza succede l’imprevedibile, e nel 2011 Kate Bush pubblica ben due dischi: il primo, DIRECTOR’S CUT, la vede rimettere mano a quattro brani di THE SENSUAL WORLD e a sette di THE RED SHOES, reinventati secondo il suo gusto attuale; il secondo, 50 WORDS FOR SNOW, un album tematico ispirato alla neve e alla stagione invernale, propone sette lunghe composizioni inedite con cameo vocali di Elton John, di Andy Fairweather-Low, dell’attore britannico Stephen Fry e del figlio adolescente della musicista, Bertie.
Insignita dalla regina Elisabetta II nell’aprile 2013 del titolo di Commander of the British Empire, nel marzo 2014 annuncia fra la sorpresa generale una serie di concerti, i primi dal 1979. Tra agosto e ottobre sono previste ventidue date all’Hammersmith Apollo dello spettacolo “Before the dawn”, in parte incentrato sulla suite “The ninth wave”.
(11 dic 2017)