Biografia

Robin Pecknold e Skye Skjelset, americani di Seattle di ascendenze norvegesi, cominciano a suonare la chitarra e a scrivere canzoni insieme quando hanno appena undici anni. Nel 2006 fondano i Fleet Foxes insieme con il tastierista Casey Wescott, il bassista Christian Wargo (entrambi membri dei Crystal Skull, band di “soft electronica”) e il batterista Nick Peterson, poi sostituito da Joshua Tillman. Il primo demo se lo finanziano prosciugando le rispettive carte di credito, attingendo ai sussidi di disoccupazione e chiedendo aiuto finanziario ad amici e familiari: poco dopo ottengono un contratto discografico con la Sub Pop, l’etichetta che dai tempi di Nirvana, Soundgarden e Mudhoney continua a promuovere il meglio della scena locale. Lodate esibizioni al Bumbershoot Festival di Seattle, al South by Southwest di Austin e al Pitchfork Music Festival di Chicago preparano un’accoglienza molto favorevole alle loro prime uscite discografiche: nel 2008 un EP di cinque brani, “Sun Giant”, anticipa di qualche mese l’omonimo album di debutto, FLEET FOXES, contraddistinto da originali e intricati impasti vocali che richiamano alla mente le armonizzazioni di Beach Boys, Simon & Garfunkel e Crosby, Stills & Nash, fuse con reminiscenze di folk inglese e appalachiano, di musica barocca e corale in uno stile essenziale e senza fronzoli: il disco, accompagnato da una copertina che riproduce un celebre quadro cinquecentesco di Pieter Bruegel il Vecchio (“Proverbi fiamminghi”), viene salutato con recensioni entusiastiche da testate come Mojo, Rolling Stone e lo stesso Pitchfork e diventa un hit in Inghilterra dove vende mezzo milione di copie e arriva al numero 3 in classifica. Forse spiazzato dall’accoglienza, Pecknold tergiversa prima di dare alle stampe un seguito, la cui realizzazione si rivela più sofferta e difficile del previsto: uscito nel mese di aprile del 2011, HELPLESSNESS BLUES mostra una sostanza più complessa e meditata del disco precedente proseguendo però nel solco di un neo folk psichedelico e postmoderno elaborato attingendo a numerosissime fonti di ispirazione (a volte immediatamente riconoscibili: si veda “Lorelai”, ricalcata sulla dylaniana “4th time around”).
Nel 2012 un paio di notizie sembrano scuotere l’unità della band: nascono i Poor Moon, progetto collaterale di due membri dei Fleet Foxes (Christian Wargo e Casey Scott) e J. Tilman, il batterista, decide di lasciare la band per dedicarsi ad una carriera solista.
A distanza di sei anni, nel 2017, la band pubblica CRACK-UP. (31 gen 2018)