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Sono in due, vengono dalla Sicilia e le loro chitarre si fanno sentire in tutta l'Italia. No, non sono i Marta Sui Tubi prima versione, anche se forse come attitudine li possono ricordare: sfrontatezza, irruenza comunicativa e una miscela di ironia e serietà.
Alessandro Alosi (voce, chitarra, grancassa) e Gianluca Bartolo (chitarra 12 corde) sono Il Pan del Diavolo, duo palermitano che lo scorso anno venne allo scoperto pubblicando un eponimo EP che li fece conoscere all'interno del mondo “indie” italico. Numerose date dal vivo e una delle etichette più in voga della scena (La Tempesta di Il Teatro degli Orrori, Le Luci Della Centrale Elettrica, Moltheni ecc.) che si accorge di loro e decide di “scritturarli”. Si va alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani a Milano, si registra e si mixa con l'ausilio di JD Foster (Calexico, Capossela, Marc Ribot) ed ecco il primo album “Sono all'osso”. L'inizio è letteralmente folgorante con due episodi, uno più bello dell'altro, manifesto filosofico dell'intero album: ci sono il folk americano, cantautorato italiano, bluegrass, country e pure una spruzzata di rock 'n' roll.
“Farà cadere lei” è potenza acustica allo stato puro, le chitarre veloci inondano le orecchie di Stati Uniti, di radici americane e la voce urlata e potente di Alosi penetra nel cuore e nella mente (“Il tuo sguardo chiede un sospiro ed il mio si è perso davanti”) con quel sapore siciliano che guarnisce alla perfezione quello che potrebbe essere l'inno della band.
“Pertanto” è un altro forte richiamo al bluegrass, troviamo ancora chitarre veloci, grancassa e la voce urlata (“Pertanto voglio fare tutto, ma tutto non si può fare”[...] “più di quello che mi serve, quindi faccio quello che mi pare”). Sulla stessa scia “Centauro” con testo più ironico che sfiora Rino Gaetano e sonorità ripetute quasi da festa popolare e “Università”, coinvolgente dedica alla vita studentesca a suon di roots rock.
Fin qui tutto bene. Si viene letteralmente investiti da queste prime quattro canzoni, si resta quasi storditi, in modo assolutamente piacevole e positivo. Poi però il giochino inizia a funzionare meno. Non per la qualità delle canzoni (che resta comunque alta), ma perchè non si può vivere sempre a 200 all'ora e si comincia a sentire un po' di stanchezza, mentre i due non accennano a frenare né in “Laguna blu”, men che meno nella punkeggiante “La bomba nel cuore” con i pisani Zen Circus come ospiti.
Si tira il fiato con "Il boom", un altro degli episodi migliori del disco, forse proprio perchè le chitarre rallentano (pur restando sempre potenti), sorrette dalla grancassa che qui detta legge, come un vero sceriffo, su un testo assolutamente interessante (“Viva la giornata che lascia l'incertezza”). Dopo un episodio veloce sulla scia dei primi, ma meno coinvolgente (“Il mistero dello specchio rotto”), ecco la title-track, un altro brano che trascina senza lasciare scampo alcuno (“Guarda come sei ridotto, hai la faccia a pezzi, sono notti che non dormo”). “Africa” è una ballata malinconica (“Ogni oggetto perso in mare è reso, ormai ha cirumnavigato l'Africa, almeno lui è tornato a casa”) che serve come ossigeno. Si chiude con la breve e intensa (soprattutto a livello di testo) “Ciriaco” (“Cattivo! Non dolce e gentile e casuale ma, Ciriaco, voglio essere ricordato come cattivo”) e la delicata “Scarpette a punta”, uno stornello dall'atmosfera popolare.
Insomma, innegabile che “Sono all'osso” sia un ottimo album d'esordio, una bel seme di speranza per la musica “italiana in italiano”. In due i Pan del Diavolo sembrano dieci, hanno carica, energia, ironia e sensibilità, attingono a piene mani dall'America più profonda e dalla stessa parte dell'Italia e della sua tradizione cantautorale. Bisogna ammettere che sulla lunga distanza si accusa un po' il colpo e sarebbe bene per il futuro cercare di diversificare un po' le cose. Ma essendo il debutto ci sta tutto.

(Ercole Gentile)

TRACKLIST:
“Farà cadere lei”
“Pertanto”
“Centauro”
“Università”
“Blu laguna”
“Bomba nel cuore”
“Il boom”
“Il mistero dello specchio rotto”
“Sono all'osso”
“Africa”
“Ciriaco”
“Scarpette a punta”





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