Pete Townshend lo aveva anticipato ad aprile: il tour celebrativo dei 50 anni di attività degli Who (di cui lui, 69 anni, è l'unico sopravvissuto del quartetto originale accanto a Roger Daltrey, 70 anni), sarebbe partito dal Regno Unito per poi approdare negli Stati Uniti. Così sarà, e la serie di concerti prenderà il via il 30 novembre dalla SSE Hydro di Glasgow per continuare il 2 dicembre alla First Direct Arena di Leeds, il 5 dicembre alla Capital FM Arena di Nottingham, il 7 dicembre alla NIA di Birmingham, il 9 dicembre al Metro di Newcastle, l'11 dicembre alla Echo Arena di Liverpool, il 13 dicembre alla Phones 4U Arena di Manchester, il 15 dicembre al Motorpoint di Cardiff e il 17 dicembre alla O2 Arena di Londra (biglietti in vendita dal 4 luglio sul sito inglese dell'organizzatore AEG Live, aeglive.co.uk).
"E' l'inizio di un lungo addio" ha spiegato Daltrey, mentre Townshend promette una macedonia di successi, insuccessi, chicche e varietà assortite in scaletta. "Siamo quel che siamo, e bravissimi a farlo, e siamo fortunati di essere vivi e ancora in grado di andare in tour", ha detto il chitarrista annunciando scherzosamente di volersi fare tatuare la bandiera inglese sulla pelle. Il tour si chiama "The Who hits 50" ma Townshend fa notare che "per tredici anni, dal 1964 in poi, gli Who in realtà non sono esistiti e dunque in realtà ci siamo solo da trentasette anni".