«SUL 45° PARALLELO - C.S.I.» la recensione di Rockol

C.S.I. - SUL 45° PARALLELO - la recensione

Recensione del 01 gen 1998

Polygram Video, durata 50' circa

La recensione

"Quarantacinquesimo parallelo" è un film su Oriente e Occidente, sulle suggestioni della Mongolia e la realtà musicale dei CSI che trae il titolo dalla suggestiva constatazione che deserto dei Gobi e pianura padana si trovano entrambi alla stessa "altezza geografica". Davide Ferrario e i CSI hanno cominciato a collaborare con "Materiale Resistente", hanno continuato con "Tutti giù per terra" e ora con questo film che in origine doveva essere un reportage dell’avventuroso viaggio in Mongolia, in Transiberiana, al seguito dei CSI e della loro nuova musica e invece è diventato uno sguardo insolito a paesaggi più vicini, "immaginando talvolta di essere una troupe mongola in Europa". "Il film è quanto di più lontano si possa immaginare da un film concerto", spiega Davide Ferrario. "I CSI non suonano una sola nota live, anche se la loro musica è la spina dorsale del progetto. Non è nemmeno un documentario su qualcosa. E’ un viaggio in uno spazio che si è creato tra realtà e fantasia di tutti coloro che sono stati coinvolti: che è, precisamente, il luogo in cui esiste il cinema." Recita così il comunicato stampa che presentava nei giorni scorsi il viaggio in giro per l’Italia di Ferretti e Zamboni in occasione della presentazione del loro libro e di questo film, del quale è già uscita la versione homevideo per la regia di Davide Ferrario. Un viaggio reale che diventa però in breve più ampio delle sue coordinate geografiche, per abbracciare il concetto stesso di spostamento, di movimento. Film ispirato da popoli nomadi e da strade identiche a se stesse da secoli, che concilia il moto di chi passa dalla quiete di chi, comunque, rimane. In sottofondo, e a tratti in soprafondo, la musica dei CSI, quella di Tabula Rasa Elettrificata, album che trova le sue radici proprio nell’essere specchio di distanze da percorrere, per poi coprirne delle altre ancora.

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