«CHICO BUARQUE E FABRIZIO DE ANDRÉ - Maristella Petti» la recensione di Rockol

Anni di piombo, canzoni di rame

Due cantautori a confronto

Recensione del 21 ago 2025 a cura di Franco Zanetti

Arcana, 160 pagine, 16 euro

Voto 7/10

La recensione

Ho affidato la scrittura di questa recensione al collega Claudio Sassi, che di De André è un riconosciuto esperto e competente. Gli cedo quindi la parola. (fz)

Nel libro la storia e la politica si intrecciano attraverso l’analisi delle opere musicali di due figure scelte come casi di studio, a partire dalla loro produzione discografica durante i cosiddetti “anni di piombo”: Chico Barque de Hollanda e Fabrizio De André.

La Petti utilizza un linguaggio aulico e dotto, figlio della sua formazione culturale; il testo è ampiamente intriso di ricerche puntuali che aiutano la comprensione delle dinamiche politiche e sociali, in particolare del paese sudamericano, che conosciamo sicuramente meno approfonditamente rispetto a quelle italiane.

Come mai proprio Chico e Fabrizio? Il motivo è ben spiegato dall’autrice nella prefazione, come anche le somiglianze tra i due: entrambi i cantautori provengono da ambienti borghesi e incontrano la musica quasi per caso, durante il percorso universitario, che per altro non porteranno mai a termine; la loro «inserzione formale nell’industria culturale» e la partecipazione attiva alle dinamiche dell’epoca, segnate dalla censura e dalla sorveglianza, sono elementi centrali nel loro percorso artistico di quel periodo.

I due mondi che vengono messi a confronto sono ben delineati: viene scelto il periodo dal 1969 al 1974 per il Brasile, mentre l’arco temporale si prolunga per l’Italia fino al 1978, anno in cui venne ucciso Aldo Moro.

Vengono tracciate definizioni e cronologie degli eventi legati a quel periodo sia in Brasile che in Italia.

Il libro entra nei meccanismi del regime militare brasiliano degli anni ’70, raccontando della rigida censura sui media e sulla cultura. Musica, cinema e teatro diventano sia mezzi di resistenza che strumenti di propaganda per il governo. Chico Buarque è per questo temuto e sorvegliato dal regime del suo paese, come anche Fabrizio De André che viene fatto seguire dalla Squadra 50 dei servizi segreti italiani per le sue frequentazioni. Etichettato come comunista filocinese, per anni il suo dossier è stato arricchito di una serie infinita di informazioni sui suoi spostamenti e amicizie.

Nel 1973 il cantautore genovese prende una posizione chiara rispetto al potere costituito con il suo album "Storia di un impiegato", mentre Buarque deve utilizzare uno pseudonimo per firmare alcuni dei suoi testi per evitare la censura.

Nel libro troviamo anche ritratti di quei personaggi che rappresentano la condizione sociale dell’inizio degli anni ’70, messi a confronto attraverso le canzoni di Buarque e De André: c’è similitudine tra l’operaio di "Construção" e l’impiegato de "La bomba in testa" e fra i borghesi cantati in "Cara a cara" e "Canzone per l’estate".

La conclusione del libro, come anche il suo sottotitolo, parla di canzoni di rame in anni di piombo, con una similitudine che è speranza: che il materiale più nobile possa prevalere per le generazioni future. Il rame, rosso, duttile e malleabile al contrario del piombo, pesante e grigio.

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