«IL TOPO CHE STAVA NEL MIO MURO - El Santo» la recensione di Rockol

El Santo - IL TOPO CHE STAVA NEL MIO MURO - la recensione

Recensione del 30 lug 2013

La recensione

“Il topo che stava nel mio muro” è il titolo del disco d’esordio del progetto El Santo, band nata ufficialmente nel 2011 dall’incontro di Giorgio Scorza, Daniele Mantegazza e Lorenzo Borroni, già membri de La Stasi (band con all’attivo un album, uscito nel 2007, intitolato “L’estate è vicina”), e Pasquale Defina (Volwo e Atleticodefina), qui in veste anche di produttore. Registrato alle Officine Meccaniche con Antonio “Cooper” Cupertino nel giro di soli due giorni, “Il topo che stava nel mio muro” conta undici pezzi in scaletta e si avvale della partecipazione di Pancho Ragonese (al pianoforte, Fender Rhodes e Wurlytzer), Roberto Romano (Rossomaltese, Volwo, Baustelle) al sax e clarino, Stefano Mazzucchelli al basso e di Federica Vino in veste di guest vocalist.

Undici brani completamente autoprodotti e dalla forte personalità, musicalmente all’insegna di un alt-rock/blues assolutamente eclettico e influenzato, in modo particolare, da sonorità lo-fi, folk, e da un certo gusto per i b-movie western, e liricamente caratterizzati da testi tanto poetici quanto gustosamente ironici e disincantati. Il nome della band, sempre restando in tema b-movie, è un omaggio ad uno dei lottatori mascherati più celebri degli anni Cinquanta e Sessanta, il wrestler messicano Rodolfo Guzmán Huerta meglio noto con lo pseudonimo El Santo, protagonista di diverse pellicole di genere (ben cinquantadue i film all’attivo, tutti ambientati nel mondo della Lucha Libre), diventato col tempo una vera e propria icona popolare in patria.

Tracklist

01. Garage #5
02. Marabù
03. L’arte del veleno
04. Silver dollar club
05. Motown (Quello che ti uccide)
06. Il salario delle formiche
07. Sugar Ray
08. Dean
09. Innesto di stile
10. San Valentino
11. Ossessiva

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