«'TIL WE'RE DEAD - Eskobar» la recensione di Rockol

Eskobar - 'TIL WE'RE DEAD - la recensione

Recensione del 10 giu 2000

La recensione

Buffo, e persino sospetto, che nessuno abbia ancora trovato un termine per la recente proliferazione di cantanti e gruppi scandinavi (è vero che discografici e critici musicali vengono di solito selezionati tra gli studenti più somari, ma possibile che a scuola non gli abbiano mai parlato della calata dei vichinghi?).
Ad ogni buon conto, ecco gli Eskobar, trio svedese dal nome improbabile, che debutta con festosi riferimenti all’umano trapasso. Si va dal titolo del disco a brani come “Good day for dying”, da “Angels” (“Amici che non vivono più”) a “So” (“Sono vivo? Forse sono morto e ho attraversato l’ultima porta”). Il tutto offerto in un Cd che presenta al suo interno un elettrocardiogramma che si appiattisce mestamente all’ultima pagina (non dimenticando che Escobar era quel calciatore colombiano ucciso dopo aver causato l’eliminazione della sua nazionale ai mondiali del ‘94...).
Ciononostante, non si tratta di un gruppo dark o goth, ma di un terzetto soft-rock che poggia sulla morbida voce di Bellqvist, e su discreti impasti melodici in cui le chitarre acustiche la fanno da padrone. Se avete fretta e dovete spiegare agli amici a chi somigliano gli Eskobar, potete dirgli che a loro piace molto Nick Drake, che ogni tanto echeggiano i Prefab Sprout, che la malinconicamente accattivante “Good day for dying” ricorda un pochino “Wicked game” di Chris Isaak, e che “Angels”, davvero bellina, ha in comune il titolo e l’attacco pianistico con l’omonimo brano portato allo straripante successo da Robbie Williams. Tirando le somme, “’til we’re dead” è molto, ma molto gradevole, anche se forse un po’ troppo soave: visto che la durata è di 35 minuti, un paio di pezzi un po’ più tiratini non ci sarebbero stati male. Ma trovare un disco con più di quattro canzoni degne di questo nome è diventata una tale rarità, che eleggiamo gli Eskobar - i quali superano abbondantemente tale cifra - a nostri sempiterni idoli.
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