Recensioni / 11 giu 2019

Death Angel - HUMANICIDE - la recensione

Undici pezzi di autentico thrash metal: "Humanicide" dei Death Angel

L’Angelo della Morte è vivo e strepitante. Il thrash metal di ‘Humanicide’ ne è la prova.

Voto Rockol: 4.0/5
HUMANICIDE
Nuclear Blast (Digital Media)

 

di Simöne Gall

Una vita fa, trovai nell’usato la cassetta di ‘Act III’ (1990), di cui avrei presto consumato il nastro a forza di ascolti e di cui, tempo prima, rimembravo una recensione dai toni entusiastici su un numero di una vecchia rivista heavy metal, H/M. Con ‘Act III’, disco che permise alla band di maturare la loro unica esperienza discografica per una major, la Geffen, i Death Angel mostravano una progressione che solo in pochi, nel loro genere di riferimento, il thrash metal, potevano permettersi. Una progressione già avviata, in realtà, con il precedente ‘Frolic Through The Park’, uscito due anni prima e a un anno di distanza dal deturpante debutto “The Ultra-Violence”, registrato (e prodotto, come il disco successivo, da Davy Vain, leader dei glamster Vain) quando ancora l’età media della band non superava i 18 anni. 

Il tour di ‘Act III’ era iniziato col botto, tra un sold out al Ritz di New York e un altro all’Hammersmith Odeon di Londra, per poi subire un tracollo dovuto a uno sfortunato incidente col tour bus sulla strada per Las Vegas. Il più giovane del gruppo, il talentuoso batterista Andy Galeon, feritosi seriosamente, avrebbe necessitato di una lunga pausa riabilitativa, decretando, di conseguenza, la fine dell’attività degli Angel nonché l’esclusione dal prestigioso slot del Clash Of The Titans, un tour di concerti con protagonisti Megadeth, Slayer ed Anthrax (al posto dei Death Angel, una band di Seattle in quel momento non ancora popolarissima, ma che lo sarebbe diventata molto presto: gli Alice In Chains).

Rimasti nell’ombra per più di un decennio, il loro ritorno discografico è avvenuto nel 2004 con l’uscita del notevole The Art Of Dying, su etichetta Nuclear Blast. Oggi, arrivati al nono album, della formazione storica degli esordi rimangono i soli Rob Cavestany alla chitarra (un vero maestro) e il cantante Mark Osegueda, lui che, in pochi lo ricordano, fu considerato dagli Anthrax per sostituire Joey Belladonna, nel ’92 (prima di John Bush). Di Osegueda è inoltre nota la sua gradevole bonarietà, come si evince dall’episodio di ‘What’s In My Bag?’ su YouTube, dove Mark espone i suoi vinili preferiti e di generi tutt’altro che metal.

La copertina di ‘Humanicide’, comunque sia, riprende il soggetto dei tre lupi incattiviti che già campeggiava sull’acclamato ‘The Dream Calls For Blood’, una vera potenza di disco. Gli animali, questa volta, si affrettano con fare minaccioso per una landa desolata che evoca una realtà (ormai sempre meno distopica) ridotta a brandelli dall’agire “umanicida”. Musicalmente, da un primo ascolto, si ha la sensazione che il materiale si abbeveri direttamente alla fonte del lontano debutto del 1987. La furia thrash che trasuda dai brani tutti, a cominciare da quello in apertura che dà il titolo al disco (e che richiama alla mente gli Slayer del periodo ‘Reign In Blood’), è la stessa ultraviolenta di oltre trent’anni prima, ma potenziata da un ammodernamento dei suoni dovuto a una produzione ben fatta, per mano dell’esperto Jason Suecof, eppure carente di quei maneggiamenti superflui presenti nella maggior parte del metal moderno più soporifero. 

Undici pezzi di autentico thrash, dunque, da introiettare senza ciarlare più del dovuto. “Divine Defector”, “I Came For Blood”, “Alive And Screaming”, scendendo in basso fino a “Of Rats And Men” (chiaro il gioco di parole col romanzo di Steinback ‘Of Mice and Men’), l’impressione è che la rabbia adolescenziale, nonostante manchino ancora all’appello Galeon e gli altri due membri storici, i fratelli Gus e Dennis Pepa, non abbia fatto altro che rinnovarsi. 

 

 

TRACKLIST

01. Humanicide - (05:42)
02. Divine Defector - (03:24)
03. Aggressor - (05:11)
04. I Came for Blood - (03:11)
05. Immortal Behated - (06:08)
06. Alive and Screaming - (03:35)
07. The Pack - (03:32)
08. Ghost of Me - (04:33)
09. Revelation Song - (05:33)
10. Of Rats and Men - (04:08)
11. The Day I Walked Away - (03:28)