Confesso: gli Editors precedenti non mi hanno mai fatto impazzire, come buona parte di quel movimento. Ma “In this light and on this evening” è un gran disco, bello nel suo essere spiazzante. E’ l’album che i
Editors - IN THIS LIGHT AND ON THIS EVENING - la recensione
Recensione del 12 ott 2009 a cura di Gianni Sibilla
Già si sentono in giro i mugugni dei “fan della prima ora”: dove sono finite le chitarre? Perché tutto cambia ma nulla deve cambiare: se una band ha successo con una formula, è condannata a non spostarsi di di un millimetro, se non vuole entrare nel mirino dei “criticoni”. Con i due dischi precedenti, gli
Editors
si erano guadagnati una grande credibilità, fino a diventare uno dei nomi di punta del new-wave rock, quello che vede capofila
Franz Ferdinand
e
Interpol
. Ora questo “In this light and on this evening” sta spiazzando non poche persone. Per fare una metafora brutale, un po’ semplificatoria, è come se la band di Tom Smith avesse mosso il proprio polo di riferimento dai
Joy Division
ai
New Order
e – in parte –ai
Mode
. Le canzoni del gruppo ora sono costruite più sulle tastiere vintage e su suoni electro, insomma, come dimostrano già gli accordi iniziali del disco. Però tutto cambia per non cambiare: perché se guardate il mini set acustico che Rockol ha ripreso e pubblicato su
MusicVideos
, vi rendete conto di come “Papillon” e “You don’t know love” – due delle canzoni più belle e danzereccie del disco, sono nate allo stesso modo di sempre, e conservano la stessa scrittura forte e diretta che ha dato credibilità a questa band.
Confesso: gli Editors precedenti non mi hanno mai fatto impazzire, come buona parte di quel movimento. Ma “In this light and on this evening” è un gran disco, bello nel suo essere spiazzante. E’ l’album che i
Killers
non sono mai riusciti a fare, per intenderci, fondendo rock ed elettronica. Certo, la band americana è più leggera, più divertente, ha azzeccato grandi canzoni. Ma manca di quella profondità e durata sulla lunga distanza che invece questo album ha da vendere.
Confesso: gli Editors precedenti non mi hanno mai fatto impazzire, come buona parte di quel movimento. Ma “In this light and on this evening” è un gran disco, bello nel suo essere spiazzante. E’ l’album che i