«LA SECONDA RIVOLUZIONE SESSUALE DEI TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI - Tre Allegri Ragazzi Morti» la recensione di Rockol

Tre Allegri Ragazzi Morti - LA SECONDA RIVOLUZIONE SESSUALE DEI TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI - la recensione

Recensione del 14 feb 2007 a cura di Ercole Gentile

La recensione

“La seconda rivoluzione sessuale” è il titolo del sesto lavoro in studio dei Tre Allegri Ragazzi Morti, il trio di Pordenone guidato da Davide Toffolo. Registrato presso il Green Fog Studio di Genova (di proprietà dei Meganoidi), l’album giunge a quasi tre anni di distanza dal precedente (“Il sogno del gorilla bianco”) e celebra il primo decennio di carriera della band friulana.
Le dodici canzoni che compongono il nuovo disco dei Tre Allegri hanno un effetto particolare. Ad un ascolto disattento (o magari con qualche pregiudizio), si potrebbe pensare al solito lavoro dei TARM, pop-punk dedicato prevalentemente ai teenager. Poi si va avanti, ed ecco che le cose diventano più chiare: si scoprono sonorità nuove, interessanti e anche i pezzi meno ricercati non riescono ad uscire dalla testa, ritrovandosi nelle più svariate ore del giorno stupiti a cantare che “Mio fratellino ha scoperto il rock’n’roll”, come recita il titolo della versione italiana di un brano degli Art Brut qua incluso.
Il sound riesce a muoversi con disinvoltura tra la semplicità del pop e chitarre che accarezzano atmosfere più vicine al rock indipendente, creando una formula in grado di rapire l’attenzione e l’emozione: si ascolti “In amore con tutti”, “L’impegno” (con la partecipazione della rapper francese Flora Michal e gli ottoni dei Meganoidi), “La sorella di mio fratello”, “La poesie e la merce” e “Ninnanannapernina”. Soprattutto quest’ultima rappresenta al meglio la formula in questione, avvicinandosi (musicalmente) anche alle ultime produzioni degli Afterhours di Agnelli: un inizio ed un testo pop, ritmato e dominato dal basso, fino all’esplosione di un vortice di chitarre ripetute ossessivamente e Toffolo che invita con forza ad aprire gli occhi. E facendolo ci si accorge che gli episodi più pop si riducono drasticamente: si resta con un potenziale singolo estivo che non si toglie dalla testa neanche a picconate come “Il mondo prima” (“Era bello star svegli la notte e tutto il giorno dormire, era bello il mondo prima che arrivassi te”), ma anche il punk-pop di “Un’allegria senza fine”, “Lorenzo piedi grandi”, “La salamandra” e la cover italianizzata degli Art Brut “Mio fratellino ha scoperto rock’n’roll”, appunto. Il filo conduttore che unisce molti brani è la sessualità, vista dagli occhi di una donna che vorrebbe essere un uomo (“La sorella di mio fratello”), un’altra che prende coscienza del proprio corpo e combatte gli spettri della morale (“La salamandra”), del sesso=amore romantico (“Il mondo prima” e “Ninnanannapernina”). Ma in questo disco si parla anche del mondo del rock (con una dedica ai giornalisti musicali “che nonostante questi anni difficili della musica italiana hanno continuato a scrivere di rock” in “La sindrome di Bangs”, che cita Lester Bangs, il famoso critico americano già rappresentato nel film “Quasi famosi”) e del rapporto tra poesia e merce (“la libertà non si compera, ma la possiamo cantare”).
Insomma “La seconda rivoluzione sessuale” si dimostra un buon disco, un passo in avanti per i Tre Allegri Ragazzi Morti che, grazie ad un sound ricercato e rinnovato, con questo lavoro possono spostare il target dei loro ammiratori un po’ più in alto. Se questi sono i “Nuovi Allegri, adatti al tempo che passa”...benvenuti!

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