«UNDER A PALE GREY SKY - Sepultura» la recensione di Rockol

Sepultura - UNDER A PALE GREY SKY - la recensione

Recensione del 16 nov 2002

Voto 8/10

La recensione

La principale ragion d'essere di questo doppio CD dal vivo è probabilmente la voglia della Roadrunner di pubblicare qualcosa dei "vecchi" Sepultura, quelli con Max Cavalera al microfono. E l'unico sistema per farlo è tirare fuori dal cassetto vecchie registrazioni. Ragioni mercantili a parte, nessuno dei fan della band si lamenterà dell'operazione. "Under a pale grey sky" infatti documenta il concerto della band alla Brixton Academy di Londra il 16 dicembre 1996, l'ultimo che vede impegnata la formazione classica. Il gruppo brasiliano è in tour dopo la pubblicazione di "Roots" ed si trova - per giudizio più o meno unanime degli osservatori della scena metal - in un momento particolarmente fertile. Cavalera e soci hanno appena perfezionato la loro miscela di metal estremo e suoni etnici e la portano in giro per il mondo con una furia a dir poco impressionante. Se "Roots" si può leggere anche come un tentativo di allargare i confini del metal e di venire incontro ai gusti di una platea più ampia rispetto a quella degli affezionati più estremisti, ascoltare i brasiliani sul palco chiarisce che l'obiettivo finale non è mai stato quello di ammorbidirsi. Anzi, i Sepultura riescono a macinare versioni ancora più violente di pezzi del loro passato come "Troops of doom" e il medley "Beneath the remains/Mass hypnosis". Altrove, in pezzi come "Roots bloody roots" ad esempio, l'approccio del gruppo supera il semplice esercizio di brutalità, ma il punto forte dei Sepultura non si ritrova nelle sfumature. Quello che colpisce è l'intensità fisica del loro suono, l'impatto monolitico delle chitarre, lo schiacciasassi ritmico di Igor Cavalera. Concentrato in un solo doppio CD, un simile fuoco di sbarramento non può che impressionare. Può anche superare la soglia di tolleranza di chi non è abituato a questi suoni, ma va dato atto alla band di non limitarsi ad assaltare i timpani del proprio pubblico. Nel calderone infatti c'è spazio per i Cro-Mags di "We gotta know", per il sarcasmo di Jello Biafra (che firma "Biotech is Godzilla"), per l'omaggio ai Motorhead di "Orgasmatron": è thrash-metal senza il paraocchi della servitù agli schemi obbligati del genere. Dopo questo concerto, sono cominciati i problemi, sfociati nell'abbandono di Max Cavalera, passato a guidare i Soulfly. Il CD serve anche a ricordare che i Sepultura non sono stati un gruppo qualunque, piacciano o no. Quanto ai cultori, si godano l'abbuffata: in contemporanea al live è stato pubblicato anche "Chaos DVD", contenente tutti i clip della band più vari extra.


(Paolo Giovanazzi)

Tracklist

01. Itsari (Intro)
02. Roots bloody roots
03. Spit
04. Territory
05. Monologo ao pe do ouvido
06. Breed apart
07. Attitude
08. Cut-throat
09. Troops of doom
10. Beneath the remains/Mass hypnosis
11. Born stubborn
12. Desperate cry
13. Necromancer
14. Dusted
15. Endangered species
16. We who are not as others
17. Straighthate
18. Dictatorshit
19. Refuse/Resist
20. Arise/Dead embryonic cells
21. Stale new world
22. Biotech is Godzilla
23. Inner self
24. Policia
25. We gotta know
26. Kaiowas
27. Ratamahatta
28. Orgasmatron
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