«FACE UP - Lisa Stansfield» la recensione di Rockol

Lisa Stansfield - FACE UP - la recensione

Recensione del 28 lug 2001

La recensione

Dopo anni di silenzio, un disco fatto per stare al sicuro, da una chanteuse che sa quello che vuole e che non si è mai contraddistinta per l’amore del rischio. “Face up” è un album che piacerà ai vecchi fan della Stansfield, pregevole eccezione, (mosca) bianca nel nero panorama soul, dotata di voce fuori dal comune, di sguardo penetrante e in generale di sufficiente fascino ammaliatore. Un disco trainato da un singolo forte, il brano soul “Let’s just call it love”, costruito secondo i criteri che impongono a un pezzo di essere “radio-friendly”, da Lisa e da suo marito Ian Devaney, che è anche il suo produttore; un disco che è un perfetto cocktail dei generi più in voga al momento: qui c’è il pop, qui c’è la dance, là fa capolino il soul. Le ballate non mancano (“How could you?”), i testi, neanche a dirlo, parlano d’amore; un successo annunciato, pensato per chi ha amato la signora Stansfield in passato e anche per chi, più in generale, apprezza la musica orecchiabile, di consumo immediato. Certo, non tutte le ciambelle riescono col buco: i brani migliori restano “Let’s just call it love” e la canzone che apre l’album, “I’ve got something better”, e in generale si ha l’impressione che la seconda parte del disco sia meno curata e meno stimolante della prima. “Face up” è uno di quei lavori che potrebbero meritarsi una nomination a qualche premio, probabilmente senza poi vincerlo; un disco senza infamia e senza lode, adatto all’estate e alla spensieratezza, suonato da musicisti di talento e cantato con attenzione e professionalità. Serve altro?

(Paola Maraone)
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