«LONG LONG ROAD - Ringo Starr» la recensione di Rockol

A Ringo piace fare il cowboy

Il nuovo "Long Long Road" è la conferma che Starr ha trovato nel country una seconda giovinezza

Recensione del 25 apr 2026 a cura di Lucia Mora

La recensione

A 85 anni, molti artisti si accontentano di guardare lo specchietto retrovisore (più che legittimo, dopo carriere illustri). Ringo Starr, invece, non è uno che molla il volante. Possibilmente di un pick-up, in un ranch texano, con il cappello da cowboy e un nuovo disco che abbraccia definitivamente il country. Come il precedente Look Up, Long Long Road affonda le radici nei deserti statunitensi, di nuovo sotto la guida di T Bone Burnett. Molti dei musicisti sono gli stessi, compresa la band principale con Paul Franklin, David Mansfield, Dennis Crouch, Daniel Tashian, Rory Hoffman, Patrick Warren e Colin Linden. E ha senso: Look Up è stato il primo disco country di Ringo in 50 anni e gli è valso la prima Top 10 nella classifica Billboard dei migliori album venduti di tutti i generi. Squadra che vince non si cambia.

Da Abbey Road a Nashville

Long long road è stato registrato tra Nashville e Los Angeles, ma non vuole portare l'ascoltatore nella freddezza di uno studio, anzi: l'idea è di ritrovarsi sotto a un portico del Mississippi, del Texas o della Louisiana al tramonto. Spiega T Bone:

Ho sempre amato il modo di suonare e cantare di Ringo. Poi una sera eravamo insieme a una lettura di poesie e lui mi ha detto: 'Perché non scrivi una canzone per me?'. Così gli ho scritto una canzone in stile Gene Autry, perché ho sempre considerato Ringo un artista texano: il suo modo di suonare mi ricordava la musica del Texas. Ringo Starr è un artista di altissimo livello e volevo circondarlo di questi giovani maestri, apportando un po' di quella straordinaria energia giovanile che si respira a Nashville in entrambi questi dischi.

Il drumming di Ringo, in effetti, si trova piuttosto bene nelle dieci ballate country che compongono il disco. La sua batteria non è invadente (lo è mai stata?), anche perché parliamo di un artista che non ha certo alcunché da dimostrare a nessuno. Basta la comodità dei 4/4 e un groove solido per saltare a bordo del pick-up di Ringo Texas Ranger.

L'album si muove proprio come un vecchio furgone su una polverosa strada sterrata: non ha fretta di arrivare e si gode il panorama. Non cerca rivoluzioni né sorprese. Arrangiamenti acustici essenziali e niente fronzoli. Più un omaggio particolare:

Ho registrato due canzoni di Carl Perkins con i Beatles, e sia T Bone che io ne volevamo una in questo disco, e lui ha trovato questo bellissimo brano che non avevo mai sentito prima, I Don't See Me In Your Eyes Anymore.

Una vera chicca saggiamente ripescata da Burnett, che dà alla traccia un arrangiamento doo-wop (genere di musica rhythm and blues vocale nato negli anni '40 negli USA) che omaggia l'amore dei Beatles per il rock'n'roll delle origini. Gli amanti dei Fab Four sorrideranno anche ascoltando Choose Love (come l'omonimo album di Ringo del 2005), un pezzo che vira verso il pop orchestrale e che, soprattutto, menziona una certa Long and Winding Road.

Non è casuale che la title track sia stata scelta come epilogo del disco. Sembra un testamento e, al contempo, un inno alla gioia: mentre The Long and Winding Road ci ricorda la lunga e tortuosa strada verso la fine dei Beatles, la Long Long Road del 2026 è una strada che Ringo ha finalmente domato. "Ecco tutto quello che ho imparato lungo il percorso; ora sediamoci un momento e guardiamo da dove siamo partiti". Tutto il rumore, il successo e la fatica approdano a una serenità consapevole. Che però è anche una conferma: viaggiare mi piace ancora, perché dovrei smettere? La strada è stata lunga, ma guardate che vista, da qui.

Tracklist

01. Returning Without Tears (02:23)
02. Baby Don't Go (03:41)
03. I Don’t See Me In Your Eyes Anymore (02:52)
04. It’s Been Too Long (02:42)
05. Why (02:50)
06. You and I (Wave of Love) (03:52)
07. My Baby Don’t Want Nothing (04:11)
08. Choose Love (03:54)
09. She’s Gone (03:18)
10. Long Long Road (03:39)
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