«RICHARD RUSSELL IS TEMPORARY - Everything Is Recorded» la recensione di Rockol

Everything Is Recorded: il folk innovativo di Richard Russell

Il terzo album del progetto collaborativo ha tra gli ospiti Sampha, Bill Callahan e Florence Welch.

Recensione del 06 mar 2025 a cura di Michele Boroni

Voto 7.5/10

La recensione

In questi ultimi tempi si è molto abusato del termine “collaborazione” spesso associandolo all'incrocio di artisti diversi per poche ore in uno studio di registrazione o, addirittura, in remoto. 
Il progetto Everything is Recorded riporta invece al centro il concetto di collaborazione nella sua forma più pura, ovvero come incontro di menti creative sulla base di un progetto comune e profondamente condiviso. Dietro a questo progetto c'è Richard Russell - il fondatore di XL Recordings, l'etichetta londinese che ha portato al successo artisti come Prodigy, The White Stripes, King Krule, ma anche Adele - e questo “Temporary” è il terzo disco di Everything Is Recorded. 
Se il precedente “Friday forever”  raccontava una lunga notte londinese tra clubbing, viaggi in macchina, giri tra pusher, flirt, sbornie e hangover, questo progetto esplora temi introspettivi legati al dolore e alla perdita. 

Il concept del disco

“Temporary” è costruito su riflessioni e conversazione – alcune di queste finite direttamente nella tracklist – profondamente personali, dolorose e intime. Ma anziché crogiolarsi nella disperazione, l'album racconta una storia di resilienza, di come trovare modi per superare le difficoltà e cercare la luce alla fine del tunnel.  Se nei precedenti album si privilegiava il ritmo, qui si mette la melodia in primo piano e le armonie fluide.
La musica rappresenta quindi un'efficiente meccanismo di difesa e, in particolare per Russell, questo disco funge sia da sbocco creativo sia da esperienza d'ascolto immersiva.
Questo disco trasmette l'atmosfera di una jam session improvvisata tra amici intimi, dove alcuni cantano, altri recitano e la gran parte suoni più di uno strumento: peraltro i nomi coinvolti sono quelli di Sampha, Bill Callahan, Noah Cyrus, Florence Welch, Maddy Prior, Kamasi Washington e molti altri. “Temporary” non è un disco lineare, ma nello stesso tempo non è nemmeno una raccolta di canzoni. Il fatto che di “Temporary” vada talvolta fuori sincrono e perda la concentrazione, a cause di dinamiche mutevoli e liquide, rappresenta proprio il suo fascino nascosto. 

L'album e le canzoni

Nonostante sia caratterizzato dalla frammentarietà, dalla imprevedibilità e da uno stile non proprio univoco e immediato, seppur etichettabile come folk moderno, “Temporary” è un album nel senso più nobile del termine, dove però le tracce sembrano meno delle canzoni e più dei capitoli di un audiolibro dal contenuto non precisamente lineare ma estremamente affascinante. 
Tuttavia ci sono dei pezzi che vale la pena segnalare. “My and me” è uno straordinario gospel moderno gudato da Sampha che è anche l'interprete principale di “Never felt Belt” forse l'unica canzone che può fare le veci di un singolo, qui impreziosito dalle voci della cantante di Florence + the Machine. 
L'altra “voce” del disco è sicuramente quella profonda e intensa di Bill Callahan che in “Norm” sembra uno stanco cantante blues che ha un peso da togliersi dal petto e si ritrova dentro un beat. Si va poi dal pop funk di “Losing you” fino a “Firelight” che sembra capitata nel disco dopo un lungo viaggio nello spazio e nel tempo. 
In chiusura “Goodbye (Hell of a ride)” dove la voce sofferta ed efficacissima di Marcus Brown  (aka Nourished By Time) ci saluta raccontandoci qualcosa che purtroppo è finito troppo presto, con un prezioso inserto di Gil Scott-Heron. 

 

 

Tracklist

01. October (01:13)
02. My And Me (03:31)
03. Porcupine Tattoo (03:26)
04. Never Felt Better (04:27)
05. Ether (03:19)
06. Losing You (03:11)
07. Firelight (03:22)
08. The Summons (01:28)
09. No More Rehearsals (03:13)
10. You Were Smiling (03:53)
11. Norm (02:59)
12. Swamp Dream #3 (04:29)
13. The Meadows (04:49)
14. Goodbye (Hell Of A Ride) (03:37)

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