«AUTUMN VARIATIONS - Ed Sheeran» la recensione di Rockol

“Autumn variations” è il Born in the UK di Ed Sheeran

Il rosso cantautore reagisce alla depressione ritrovando il sorriso nelle sue radici britanniche.

Recensione del 29 set 2023 a cura di Mattia Marzi

Voto 6/10

La recensione

Non sembra neppure un album vero e proprio. Sembra più un progetto “laterale”, una parentesi a parte nella discografia del rosso cantautore di Halifax, un po’ come lo era stato nel 2019 “No.6 collaborations project”: non a caso sono gli unici album incisi da Ed Sheeran ad avere un titolo diverso da un simbolo matematico. Ascoltandolo, questo “Autumn variations” suona come una raccolta di outtakes da condividere con i fan via Bandcamp, anche se in realtà non lo è: è lo stesso Sheeran, nel booklet, a spoilerare che il disco apre una tetralogia che sarà completata con le uscite di “Winter variations”, “Spring variations” e “Summer variations”. “-” lo scorso maggio ha chiuso un ciclo. Ed è da lì che riparte la voce di “Shape of you” nell’aprire un nuovo capitolo della sua carriera: al suo fianco troviamo ancora Aaron Dessner dei National, specializzato ormai nel portare le popstar dei record fuori dalle loro comfort zone. L’aveva fatto con il dittico “Foklore/Evermore” di Taylor Swift, lo fa ora con Ed Sheeran, trasformando la star abituata a riempire le grandi arene in un menestrello folk-country intimista e riflessivo.

Il cantautore britannico aveva definito “-” il suo “Nebraska”: “Il mio piano è quello di incidere un album lo-fi che sarà il meno venduto della mia carriera, ma il più amato, aveva detto a proposito del disco, citando una delle pietre miliari della discografia di Bruce Springsteen. “Autumn variations” non è il suo “Born in the USA”, l’album con il quale nel 1984 il Boss reagì alla depressione di cui aveva scritto e cantato nel disco precedente. È il suo “Born in the UK”. È nelle sue radici britanniche, tra le care vecchie abitudini, gli amici di una vita e i luoghi in cui è cresciuto, che Ed ha ritrovato la serenità dopo il periodo più buio della sua vita e della sua carriera finora, quello che aveva ispirato le canzoni di “-”: la lotta contro il cancro della moglie Cherry, la battaglia legale per difendersi dall’accusa di plagio per “Shape of you”, la morte del migliore amico Jamal Edwards (lo youtuber che lo scoprì e lo lanciò). "Scrivere canzoni mi ha aiutato a capire i miei sentimenti e ad accettare ciò che stava succedendo. Ho scritto alcune canzoni anche dal punto di vista dei miei amici, per catturare il modo in cui io e loro vedevamo il mondo in quel momento", spiega lui, che nelle canzoni che compongono “Autumn variations” non si guarda solamente dentro, ma racconta anche il mondo che lo circonda.

Il titolo del disco è stato preso in prestito da un’opera del compositore britannico Edward Elgar, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento: “Mio padre e mio fratello mi hanno parlato di questo compositore che ha scritto Enigma Variations, in cui ciascuna delle 14 composizioni riguardava uno dei suoi amici. È ciò che mi ha ispirato a realizzare questo album”. Pazienza che certi testi siano un po’ più stucchevoli del solito, a partire da quello di “England”, l’ideale cuore del disco, che suona come la colonna sonora perfetta per promuovere il turismo in Inghilterra: “Take a walk and feel like everything will be fine / It’s a new day and this is England”, canta. È il lavoro fatto da Aaron Dessner sul suono a intrigare di più. L’approccio è un po’ à la Rick Rubin: Dessner ha continuato a togliere, anziché aggiungere. Lo stile busker’n’beats che ha reso Ed Sheeran l’artista maschile più venduto degli ultimi dieci anni qui viene portato all’essenziale, tra chitarrine, qualche programmazione qui e là, atmosfere lo-fi da Bandcamp, appunto.

Sono canzoni, quelle di “Autumn variations”, che se vestite in modo diverso potrebbero macinato milioni di streams e far esplodere le arene: alla fine la scrittura di Ed Sheeran rimane quella, fatta di hook irrestistibili, che ti si appiccicano alle orecchie e non se ne vanno più via, come confermano - tra le altre - la stessa “Plastic bag” e “American Town”, cronaca di un viaggio di un englishman (e di una englishwoman) a New York. Ma evidentemente in questa fase della sua vita e della sua carriera Ed cerca altro, dalla sua musica. I tormentoni possono attendere.

Tracklist

01. Magical (03:14)
02. England (03:46)
03. Amazing (04:05)
04. Plastic Bag (03:49)
05. Blue (02:33)
06. American Town (03:17)
07. That’s On Me (03:47)
08. Page (03:51)
09. Midnight (02:59)
10. Spring (02:58)
11. Punchline (03:26)
12. When Will I Be Alright (02:55)
13. The Day I Was Born (04:12)
14. Head > Heels (04:13)
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