«AGAIN - Oneohtrix Point Never» la recensione di Rockol

Oneohtrix Point Never: passato presente e futuro in cortocircuito

Atteso disco di Daniel Lopatin, tra archi, glitch e post-rock. Con Lee Ranaldo e Xiu Xiu.

Recensione del 04 ott 2023 a cura di Michele Boroni

Voto 7.5/10

La recensione

Daniel Lopatin, ovvero colui che sta dietro al progetto musicale Oneohtrix Point Never, è un personaggio originale e rilevante nel panorama musicale degli ultimi quindici anni.  Originale, perché è un musicista di musica elettronica dalla forte impronta sperimentale che nei suoi lavori da solista si dissocia dalla forma canzone, ma che poi è anche fortemente inserito nel tessuto pop collaborando con popstar, scrivendo colonne sonore e musiche per spot pubblicitari . Rilevante, perché è stato il co-produttore degli ultimi due dischi di gran successo di The Weeknd, occupandosi anche della direzione artistica dello spettacolo del Superbowl. 

Conversazione con il se stesso del passato

“Again” è il decimo disco di Oneohtrix Point Never (da ora OPN), ma è fondamentalmente il suo quarto disco della nuova fase partita nel 2015 con “Garden of Delete”. Con quel disco infatti è iniziato un ciclo in cui il musicista statunitense nato nel 1982 porta avanti una sorta di conversazione artistica con il se stesso del passato. Il già citato “Garden of Delete” univa all'elettronica colta, la musica industriale e la techno sporca e disordinata che ascoltava Lopatin da adolescente. Nei precedenti “Magic Oneohtrix Point” e in “Age of” il musicista ora di stanza a Brooklyn  ricordava il suo amore per la radio. 
In questo “Again” invece insiste ancora sugli ascolti di gioventù attingendo al fermento musicale degli anni novanta e zero tra rock alternativo e post-rock. 
Ma in realtà sono qualcosa di più di semplici ricordi e di citazioni, infatti in “Krumville” e in “On on axis” si sentono le chitarre di Lee Ranaldo (Sonic Youth), mentre Jim O'Rourke suona le tastiere in “Again”. Nell'ottima “Locrian Midwest” e nella già citata “Krumville”  si sentono anche gli slanci vocali di Xiu Xiu che riescono a conferire più emotività al dialogo, spesso disturbato, tra uomo e macchina che sta alla base del lavoro di Lapotin. 
Tuttavia “Again” non è un album che guarda al passato, perché Lopatin ha sempre davanti agli occhi il futuro in cui mescola promesse, speranze e minacce con il presente, ibridandosi con un passato spesso anche fantasticato e riletto. 

Archi, synth analogici e intelligenza artificiale 

Nell'iniziale “Elseware” compaiono gli archi che quà e là si ritrovano in tutto il  disco e che alzano decisamente il livello dell'opera.  Ci sono ovviamente i sintetizzatori analogici che sono da sempre la cifra stilistica di Oneohtrix Point Never. In “Locrian Midwest” c'è un po' tutta la summa del suono di OPN dove si passa passa dall'elettronica pungente al canto degli uccelli, dalle note delicate di pianoforte a vocalizzazioni lunatiche e poi archi e fiati prima di finire con il classico synth analogico. In “Plastique Antique” c'è anche un bel dialogo tra elettronica e sax, mentre in "Memories of Music", un ibrido di soft-rock, fusion e prog guidato dalla chitarra di Lee Ranaldo. 
Lopatin si diverte a giocare con l'intelligenza artificiale, e mai come in questo caso il verbo giocare è  appropriato, visto che viene usata per mutare la voce e creare loop infiniti per dialogare con le rifrazioni shoegaze ad esempio in “On an Axis”.
Non è un disco di facile ascolto questo “Again” ma qua e là Lopatin seppur con il suo registro da musica elettronica colta e contemporanea riesce anche ad essere anche estremamente empatico, come ad esempio nella finale e bellissima "A Barely Lit Path". 

Tracklist

01. Elseware (01:55)
02. Again (04:44)
03. World Outside (03:48)
04. Krumville (04:43)
05. Locrian Midwest (04:28)
06. Plastic Antique (04:30)
07. Gray Subviolet (02:45)
08. The Body Trail (04:32)
09. Nightmare Paint (04:18)
10. Memories Of Music (06:04)
11. On An Axis (03:46)
12. Ubiquity Road (04:58)
13. A Barely Lit Path (06:15)

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