«LA GENTE CHE SOGNA - Lucio Corsi» la recensione di Rockol

Lucio Corsi ci ricorda quanto sia fondamentale sognare ancora

"La gente che sogna", il terzo album del cantautore, è una fotografia meravigliosa del suo universo.

Recensione del 22 apr 2023 a cura di Mattia Marzi

Voto 8/10

La recensione

Prima o poi, ne siamo sicuri, Lucio Corsi diventerà un fenomeno assoluto, conclamato, e a quel punto i fan dell’ultima ora si rammaricheranno di non averne seguito, negli anni, la sua ascesa. Speriamo che accada più prima che poi. Nel frattempo da queste parti continuiamo a sostenerlo, come facciamo sin dai suoi primissimi pezzi (era il 2014 quando Piccica, l’etichetta di Brunori Sas, tra i primi a credere nel potenziale dell’artista toscano, fece uscire l’Ep “Vetolonia Dakar”, seguito poco dopo da “Altalena boy”). Perché talenti puri e cristallini come quelli del 29enne cantautore di Grosseto meritano di essere supportati e nutriti dal basso.

“La gente che sogna” è (già) il suo terzo album, dopo “Bestiario musicale” del 2017 e “Cosa faremo da grandi?” del 2020. È un’altra fotografia del meraviglioso mondo di Lucio Corsi, che è surreale, felliniano, popolato da personaggi fantastici e bizzarri, proprio come lui. Che qui flirta con sonorità glam rock, guardando al David Bowie degli anni d’oro e ai T. Rex di Marc Bolan: non a caso in “Astronave giradisco”, una delle canzoni che hanno anticipato l’uscita dell’album, cita il “satellite d’amore” di Lou Reed, che non sarebbe altro che il “Satellite of love” cantato dall’ex Velvet Underground nel 1972 nel suo album “Transformer”, forse il più iconico della sua discografia (la copertina è citata sull’etichetta appiccicata al centro del vinile: il volto di Lucio Corsi è stilizzato come quello di Lou Reed), prodotto proprio da Bowie.



La copertina apribile dell’edizione in vinile de “La gente che sogna” è stata immaginata a livello grafico come quella di un disco degli Anni ’70, con tanto di scheda di presentazione sul retro. Non è scritta da un critico, ma dallo stesso Lucio Corsi. E vale la pena riportarla per intero, perché è una sintesi efficace dell’universo che il cantautore toscano esplora - e racconta - nei brani che compongono l’album: “Questo disco inizia con RADIO MAYDAY, canzone che cerca di fuggire dal pianeta terra cavalcando le onde di una stazione radiofonica extraterrestre. Dopo tre minuti e trentacinque ti imbatterai in ASTRONAVE GIRADISCO, ecco, in questa canzone accade l’esatto contrario. In un istante, in un flash, tutte le creature dell’universo iniziarono a muoversi verso la Terra. La terza canzone nasce dal frastuono di un sogno andato in mille pezzi, MAGIA NERA è una stella decadente, una carrozza sgangherata che ti passa nelle orecchie. L’avventura prosegue sotto un cielo oscuro, dove i denti chiari di un pianoforte introducono LA GENTE CHE SOGNA, di questa canzone non aggiungerò nulla. Risveglio di metà disco. C’è un mare strano, più simile ad uno specchio. Laggiù trovi ORME che non si cancellano. I violini se ne vanno appena in tempo per non assistere allo scontro finale tra la realtà e l’immaginazione. Da un freddo mare giapponese affiora LA BOCCA DELLA VERITÀ smuovendo terra e cielo. Questa sotto specie di robot, a metà tra il terriccio e l’alluminio si accartoccia su se stesso fino all’ implosione. Sulle ceneri di questa battaglia non si potrà far altro che organizzare il GLAM PARTY e venerare la notte, colei che cancella il mondo dandoci la possibilità di cambiarlo. La festa si conclude con un lento, una DANZA CLASSICA da ballare in due. Tu e la tua ombra. Ed eccoci giunti alla fine dello show, si chiudono le tende di velluto. Che esista UN ALTRO MONDO io non ne dubito”.



Ne “La gente che sogna”, scritto tra la Maremma e Milano, c’è un po’ di tutto: la melodia italiana e il rock d’oltremanica, Eugenio Finardi e il suo “Extraterrestre” e il cinema di Fellini, il cantautorato italiano classico e pure la Motown (ascoltate i fiati di “Magia nera”). È un album, il terzo di Lucio Corsi, che vive tra utopia e mistero, realtà e immaginazione, che in poco meno di mezz’ora di musica - e “con 1425” parole, come ci tiene a precisare lui - ci fa precipitare in una nuova dimensione e ci ricorda quanto sia fondamentale, necessario e sano sognare ancora.

Tracklist

01. Radio Mayday (03:36)
02. Astronave Giradisco (03:02)
03. Magia Nera (02:30)
04. La Gente che Sogna (03:04)
05. Orme (03:12)
06. La Bocca della Verità (03:45)
07. Glam Party (02:21)
08. Danza Classica (03:32)
09. Un Altro Mondo (02:45)
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