«I HEAR A SYMPHONY - Supremes» la recensione di Rockol

“I hear a symphony”: la classica nel repertorio delle Supremes

Holland - Dozier – Holland, i Re Mida del pop e del soul

Recensione del 27 dic 2022 a cura di Redazione Soul

Voto 9.5/10

La recensione

A volte, come si evince frugando tra gli annali della musica pop, non c’è niente di meglio che uno schiaffo in faccia e un bagno di umiltà.

Quando il trio delle meraviglie Holland- Dozier – Holland, la crema degli autori della Motown, consegnò “Nothing but heartaches” alle Supremes, lo fece nella convinzione che il pezzo avrebbe allungato l’incredibile striscia di ben 5 numeri uno consecutivi in classifica. Il brano, invece, arrivò solo all’undicesimo posto; Berry Gordy, patron della label, iniziò quindi a guardarsi intorno per cercare alternative ai suoi autori, i quali ebbero a quel punto un sussulto di orgoglio. La nuova canzone confezionata per Diana Ross e il suo all-girls-group fu “I hear a symphony”, la cui uscita nel settembre 1965 precedeva di qualche mese quella dell’omonimo album. Finì direttamente in vetta alle charts, scalzandone “Get off my cloud” dei Rolling Stones.

Soul e classica

Dopo 56 anni è un po’ tardi per parlare di spoiler alert, ma tant’è: in “I hear a symphony” non c’è un’orchestra sinfonica, come sarebbe naturale evincere dal suo titolo.

L’arrangiamento per la sezione d’archi a cura di Paul Riser, che evoca nella struttura un suono da musica classica, è tuttavia memorabile. L’adattamento del “Minuetto in sol” di Bach era stato lo stratagemma adottato per il brano “A lover’s concerto” del gruppo femminile The Toys, ripreso dalle Supremes come cover e alla quale la creazione di Holland – Dozier – Holland si ispira.

Eddie, Brian, Diana e Bernadette

'I hear a symphony. . . as you talk to me. . .  as you touch me. . . as you. . .' .

Il testo del singolo fu scritto, come di consueto per il team di autori, da Eddie Holland che – come fece capire Mary Wilson in un’intervista molto tempo appresso – lo aveva confezionato appositamente per Diana Ross; racconta infatti l’altra Supreme:

“Dopo tanti anni canto ancora quasi tutti i pezzi delle Supremes, ma non riesco con “I hear a symphony”. Ci provo ma non riesco, penso proprio che fosse la combinazione perfetta tra Diana e Holland – Dozier – Holland”.

Questa telepatia tra le liriche della canzone e la sua interprete principale nella vita reale si estendeva ben oltre quel brano, e passava da un fratello Holland all’altro, fino a coinvolgere il terzo co-autore. Brian, infatti, all’epoca aveva avuto una relazione amorosa proprio con Diana Ross, mentre il contributo che Lamont Dozier fornì alla leader delle Supremes era transitato attraverso un altro innamoramento: quello tra lui e una misteriosa ragazza di nome Bernadette, la cui cotta per lei ispirò la sua parte di “I hear a symphony” - e, alla fine, anche una canzone che sarebbe stata portata al successo dai Four Tops (il titolo? “Bernadette”…).

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L’album

L’idea, originariamente, era stata un’altra: quella di pubblicare un album intitolato “There's a Place for Us”. LP che fu effettivamente inciso e per il quale era stata scattata una foto per la copertina. Ma quella foto fini per illustrare, invece, “I hear a symphony”, mentre “There’s a place for us” veniva lasciato a decantare sugli scaffali della Motown: ne sarebbe stato riesumato per un’uscita postuma solo nel 2004.

Tra gli altri pezzi firmati dal trio delle meraviglie nell’album si distinguono perle del soul come "He's All I Got" (che, oltre ad essere una delle migliori canzoni mai incise dalle Supremes, ne mostra la magia a livello di formazione, con Florence Ballard e Mary Wilson essenziali e totalmente all’altezza di Diana Ross); "My World Is Empty Without You" (che finì nella top 10), "Everything Is Good About You" (una B-side che ebbe grande successo radiofonico) e "Any Girl in Love (Knows What I'm Going Through)".

La sinfonia dell’album, invece, è ripresa dalla mitica "Unchained Melody", resa celebre dai Righteous Brothers e dalla già citata "A Lover's Concerto", nella quale la classe della front-woman svetta.

La vena pop del disco, infine, è affidata soprattutto a brani come "Without a Song", "Stranger in Paradise", "With a Song in My Heart" e "Wonderful! Wonderful!", ai quali si aggiunge la cover di "Yesterday" dei Beatles.

I Sixties

Gli Stati Uniti della metà degli anni Sessanta, a cavallo tra gli assassinii di JFK e Martin Luther King, erano dal punto di vista sociale una polveriera. La questione razziale toccava livelli di gravità forse ineguagliati. E il ruolo della musica soul fu essenziale sia per posizionare culturalmente la popolazione di colore nel paese, sia per lenire un dolore che sembrava non potere avere fine e per distrarre dai tumulti nelle strade e da un dibattito polarizzante che scadeva a livelli indecenti.

L’ottimismo che era difficile scovare nella vita di tutti i giorni trovava un surrogato nel suono e nei testi delle canzoni della Motown, il cui catalogo fece da crossover tra le razze e da ponte per conquistare l’ascolto dei bianchi.

“I hear a symphony” ne è una testimonianza, che non potrà mai scindere la grandezza delle Supremes di quegli anni dalla magia eterna di Holland-Dozier-Holland.

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Tracklist

01. Stranger In Paradise (03:02)
02. Yesterday (02:27)
03. I Hear A Symphony (02:42)
04. Unchained Melody (03:48)
05. With A Song In My Heart (02:03)
06. Without A Song (02:59)
07. My World Is Empty Without You (02:34)
08. A Lover's Concerto (02:36)
09. Any Girl In Love (Knows What I'm Going Through) (02:59)
10. Wonderful, Wonderful (02:52)
11. Everything Is Good About You (03:11)
12. He's All I Got (02:46)

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