«DECIDE - Djo» la recensione di Rockol

Musica dal sottosopra: la psichedelia pop di Djo

Joe Keery, Steve Harrington per i fan di Stranger Things, torna con il nuovo album del progetto Djo.

Recensione del 12 ott 2022 a cura di Mattia Marzi

Voto 7.5/10

La recensione

“Runner”, il brano che apre il disco e che rievoca subito le atmosfere disco-funk-rock di “Random access memories” (con tanto di voce robotica), mette subito le cose in chiaro: la reference principale sono i Daft Punk, tra ritmi irresistibili e ritornelli che ti si ficcano in testa e non escono più (ascoltare anche “I want your video” e “Change”). “Quando li ho scoperti da ragazzino ho pensato: ‘Ma cos’è questa follia?’. Non lo capivo davvero perché se pensavo alle band, pensavo a quella di Bruce Springsteen, ai Led Zeppelin”, ha raccontato Joe Keery. Il 30enne attore statunitense approfitta della pausa di “Stranger Things”, la popolare serie Netflix che l’ha lanciato (il suo personaggio, Steve Harrington, è uno dei più amati), e che tornerà nel 2024 per l’ultima stagione, per tirare fuori dall’armadio il camice di Djo, scienziato pazzo che nei suoi dischi si diverte a creare miscele di sound esplosive. “Decide” arriva a tre anni dal precedente “Twenty twenty” ed è già uno dei dischi più sorprendenti di questo autunno.

Ci prova anche, Keery, ad allontanarsi dal mondo dei due robot-alieni, talvolta avvicinandosi all’indie lo-fi di Mac DeMarco (“On and on”, “End of beginning”), altre volte alla psichedelia rock di Kevin Parker (“Gloom”, “Half life”), ma prima o poi torna a confrontarsi con l’influenza di Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter: ascoltare “Climax” senza pensare a “Instant crush”, il prodotto dell’incontro tra i Daft Punk e Julian Casablancas, è un’impresa. La cosa interessante è che “Decide” ha il suono epico di una band da stadi, anche se in realtà Joe Keery l’ha composto e registrato per lo più da solo, affidandosi solo in un secondo momento a Adam Thein, musicista di riferimento della scena indie-rock di Houston con il quale l’attore-musicista collabora dai tempi dei Post Animal, la band con la quale nel 2015 cominciò a muovere i suoi primi passi negli studi di registrazione e sui palchi dei club statunitensi (prima ancora di essere scelto dai Duffer Brothers per il ruolo di Steve Harrington in “Stranger Things”).

I brani sono nati nei mesi più duri del lockdown, tra il 2020 e il 2021, e in fondo il mood disco che fa da sfondo ai tredici pezzi contenuti in “Decide” è un riflesso di quel periodo. L’ha detto anche un maestro come David Guetta, spiegando il revival del genere – vedi i dischi Dua Lipa, di The Weeknd e di Kylie Minogue – post-pandemico: “Ogni volta che c’è una grande crisi, fa bene alla musica e in particolare alla dance. Le persone hanno bisogno solo di dimenticare tutto e divertirsi, lasciandosi andare ballando”. Nelle fasi finali delle lavorazioni, ai Sound Factory di Los Angeles, gli studi frequentati negli anni da – tra gli altri – lo stesso David Guetta, Mark Ronson, Doja Cat, HER, Lizzo, Kali Uchis e Dua Lipa, sono intervenuti anche musicisti della scena indie-rock statunitense come il batterista degli Slow Pulp Teddy Matthews e Tren Prall dei Kainalu, che hanno dato ai brani un tocco più umano.

È pop come una hit dei Daft Punk. È ricercato e sofisticato come un disco dei Tame Impala. È malinconico come un pezzone di quelli iper depressi di Julian Casablancas, ma è anche gioioso come una canzone di una boy band. “Decide” in fondo è un disco che fa delle sue contraddizioni un punto di forza. È sintetico, non solo nel suono, con sintetizzatori e tastiere a ricreare il sound rarefatto di certo pop-rock degli Anni ’80 (guarda caso, la decade in cui è ambientata la popolarissima serie Netflix che con l’ultima stagione ha riportato clamorosamente in classifica dopo trentasette anni quel gioiello di “Running up that hill” di Kate Bush), poi “corretto” e reso tutt’altro che dilatato da bassi potentissimi, che rendono questa manciata di canzoni puri riempipista. È sintetico nel vero senso della parola: prende due estremi opposti e li unisce. Creando qualcosa di nuovo, che a volte spiazza anche. Anche stavolta, l’esperimento è riuscito.

Tracklist

01. Runner (04:18)
02. Gloom (02:00)
03. Half Life (03:47)
04. Fool (01:54)
05. On and On (04:03)
06. End of Beginning (02:39)
07. I Want Your Video (02:08)
08. Climax (03:55)
09. Change (02:57)
10. Is That All It Takes (00:20)
11. Go For It (03:01)
12. Figure You Out (03:04)
13. Slither (01:50)
Schede:
Djo
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