«SECOND NATURE - Lucius» la recensione di Rockol

Il pop colto e piacevole delle Lucius: "Second nature"

Le recensioni in vinile di Ernesto Assante

Recensione del 17 apr 2022 a cura di Ernesto Assante

Voto 7/10

La recensione

Erano in “silenzio” dal 2016 e oggi sono tornate con un album, “Second Nature” che è certamente non solo all’altezza del precedente, ma ancora meglio costruito, pensato, ideato, realizzato, tanto da mettere magnificamente a fuoco le intenzioni e le speranze del duo.

Duo, e non più band, anche se a dire il vero che fossero una band lo dicevano solo i comunicati stampa, perché Holly Laessig e Jesus Wolfe sono sempre state percepite come ‘le’ Lucius. Un duo che magari aveva una backing band stabile, ma pur sempre duo era. E un duo femminile, oltretutto, cosa che accade di rado nel mondo della musica pop.

Curiose, particolari, bravissime, le Lucius negli anni si sono trovate a collaborare con un sacco di artisti molto diversi tra loro, da Harry Styles a John Prine, dai War On Drugs a Roger Waters, passando per Jeff Tweedy, Jackson Browne, John Legend, Mavis Staple e alcuni altri ancora e questo loro caleidoscopico andamento non aveva permesso né al pubblico né a loro stesse di mettere davvero a fuoco l’originalità della proposta e la personalità delle due componenti.

Oggi, tolto di mezzo l’equivoco della band, e riorientato tutto il progetto verso un pop che ci piace definire ‘colto’, se l’aggettivo non facesse paura a chi è in cerca di piacevolezze. E invece la piacevolezza è l’asse portante di un album elegante, raffinato, danzabile, romantico, bello e accattivante, cantabilissimo, moderno e al tempo stesso riconoscibile.

Pop, nella sua dimensione migliore, familiare all’ascolto e al tempo stesso nuovo, buono per finire, volendo, nel calderone del mainstream, di poter passare addirittura nella programmazione delle radio, costruito con estrema sapienza commerciale. Ma anche, ed è questo il bello, pop di estrema intelligenza, mai ovvio, sempre in grado di emozionare, di stimolare il cervello e il corpo, funk e disco quando serve, melodico e sentimentale (se si possono ancora usare termini simili) nei momenti più emotivi.

Pop, comunque, comprensibile e immediato, non volgare e non inutile. Cantato senza esagerare, senza eccessi spettacolari, integrando le due voci in modo che il ‘duo’ abbia senso in termini creativi e aggiunga davvero qualcosa alle canzoni. Duo che diventa quartetto in una sola occasione, quella di “Dance Around It”, dove arrivano anche Brandi Carlile (amica e sodale del duo anche in termini produttivi) e Sheryl Crow, tanto per esaltare quella che sembra una formula vincente.

Tracklist

01. Second Nature (03:31)
02. Next to Normal (03:10)
03. 24 (04:14)
04. Heartbursts (03:55)
05. Dance Around It (03:26)
06. The Man I'll Never Find (04:01)
07. Promises (03:59)
08. LSD (03:40)
09. Tears in Reverse (03:56)
10. White Lies (04:07)
Schede:

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