Arisa, vincitrice della 59esima edizione del Festival di Sanremo per la categoria Proposte con il brano “Sincerià”, viene accolta in sala stampa da un grande applauso: “Vi ringrazio per il calore che mi avete dimostrato, specie la prima volta che ci siamo incontrati e che non sapevate ancora che avrei vinto”, ha detto ai giornalisti presenti.
E’ fatta così Arisa - vero nome Rosalba Pippa –, la curiosa e divertente cantante vincitrice di SanremoLab (insieme a Simona Molinari, anche lei in gara nelle Proposte 2009): “Volevo ringraziare in modo speciale SanremoLab, il CPM di Milano e Maurizio Caridi che è una persona che stimo molto”.
L’ironia è una delle prime qualità di Arisa che saltano all’occhio, e in molti già la paragonano ad un cartone animato: “Fanno bene, mi piace quando mi descrivono così. Quando dicono che sono bella non ci credo, da lì si cominciano ad incrinare i rapporti”, dice, “Sono più simpatica che carina e quando mi hanno detto che somiglio a Calimero ho pensato che non potevano farmi complimento migliore”.
Emotiva di carattere, Arisa ha dichiarato di non aver mai troppo pensato alla vittoria, e di aver capito che il suo percorso artistico stava cominciando a muovere i primi passi (“In volo o a piedi, chi lo sa…”) quando ha vinto lo scorso dicembre SanremoLab e quando ha visto pubblicato il suo album d’esordio “Sincerità”: “Non mi sono mai preoccupata della vittoria, vivo le cose con molta tranquillità e ho cercato di concentrarmi sul quello che era salire sul palco del Teatro Ariston e fare bene il mio lavoro. Questo premio”, ha aggiunto, “lo dedico alla mia famiglia che sta vivendo un grande momento di felicità e per me questo è molto importante. Devo molto anche alla mia squadra di lavoro: Giuseppe Anastasi, Maurizio Filardo, Giuseppe Mangiaracina, senza di loro non sarei mai arrivata qui”.
Il disco, pubblicato il 20 febbraio, contiene dieci brani tra cui la canzone che ha vinto il festival: “Le canzoni non le scrivo io, per fortuna. Ho provato a farlo ma è meglio che non le proponga in giro”, “Arisa ha delle grandissime idee”, interviene Giuseppe Anastasi, autore dei suoi brani (e suo fidanzato), “Ha una mente davvero limpida, dovrebbe solo applicarsi un po’ di più”.
E’ fatta così Arisa - vero nome Rosalba Pippa –, la curiosa e divertente cantante vincitrice di SanremoLab (insieme a Simona Molinari, anche lei in gara nelle Proposte 2009): “Volevo ringraziare in modo speciale SanremoLab, il CPM di Milano e Maurizio Caridi che è una persona che stimo molto”.
L’ironia è una delle prime qualità di Arisa che saltano all’occhio, e in molti già la paragonano ad un cartone animato: “Fanno bene, mi piace quando mi descrivono così. Quando dicono che sono bella non ci credo, da lì si cominciano ad incrinare i rapporti”, dice, “Sono più simpatica che carina e quando mi hanno detto che somiglio a Calimero ho pensato che non potevano farmi complimento migliore”.
Emotiva di carattere, Arisa ha dichiarato di non aver mai troppo pensato alla vittoria, e di aver capito che il suo percorso artistico stava cominciando a muovere i primi passi (“In volo o a piedi, chi lo sa…”) quando ha vinto lo scorso dicembre SanremoLab e quando ha visto pubblicato il suo album d’esordio “Sincerità”: “Non mi sono mai preoccupata della vittoria, vivo le cose con molta tranquillità e ho cercato di concentrarmi sul quello che era salire sul palco del Teatro Ariston e fare bene il mio lavoro. Questo premio”, ha aggiunto, “lo dedico alla mia famiglia che sta vivendo un grande momento di felicità e per me questo è molto importante. Devo molto anche alla mia squadra di lavoro: Giuseppe Anastasi, Maurizio Filardo, Giuseppe Mangiaracina, senza di loro non sarei mai arrivata qui”.
Il disco, pubblicato il 20 febbraio, contiene dieci brani tra cui la canzone che ha vinto il festival: “Le canzoni non le scrivo io, per fortuna. Ho provato a farlo ma è meglio che non le proponga in giro”, “Arisa ha delle grandissime idee”, interviene Giuseppe Anastasi, autore dei suoi brani (e suo fidanzato), “Ha una mente davvero limpida, dovrebbe solo applicarsi un po’ di più”.
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