Il più famoso monumento della preistoria, Stonehenge, costruito attorno al 2500 a.C., potrebbe essere stato sede di una sorta di “rave” in cui veniva eseguita musica ipnotica di genere vagamente trance. Ad affermarlo non sono i Klaxons o qualche altro alfiere del genere new-rave, bensì uno studio sviluppato dall’università di Huddersfield. Stonehenge, nel Wiltshire britannico, a circa 13 chilometri da Salisbury, è da sempre oggetto di contesa tra gli studiosi. Inizialmente quasi certamente luogo di sepoltura, col tempo divenne, secondo varie teorie, una sorta di osservatorio astronomico ed è oggi tra i siti più affascinanti e misteriosi tra il Neolitico e l’Età del Bronzo. Il Dr. Rupert Till, appunto della Huddersfield University, ritiene che, quando tutte le pietre erano ancora erette, le stesse probabilmente producevano “un’acustica molto piacevole”. E ha riferito ad un quotidiano britannico che “la nostra ricerca dimostra che, in questo sito, vi sono dei posti particolari che producono strani effetti acustici”.
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