C'è la classica storia americana fatta di impegno, dedizione e determinazione dietro al fenomeno Katy Perry, nuova stella del pop a stelle e strisce oggi a Milano per presentare alla stampa italiana il suo ultimo album, "One of the boys": la folgorazione sulla via delle sette note grazie ai Queen, il trasferimento a L.A. a soli 17 anni per tentare la via del successo, tanta gavetta e qualche frizione con la famiglia, di fervente fede battista. "Ma è normale", dice lei, "che i genitori provvedano a mettere dei paletti ai proprio figli e che i ragazzi, crescendo, li spostino sempre più in là. Oggi non sono affatto in conflitto con i miei". E la gavetta, appunto: "Ho dovuto cambiare tre etichette prima di trovare quella giusta", dice lei, che nonostante la giovane età ha le idee già piuttosto chiare: "Registrare un album non è solo un atto artistico, ma è anche un business. Io la penso così, ed oggi finalmente ho l'opportunità di lavorare con chi condivide la mia visione". Artista a tutto campo, quindi, come Madonna, pronta a passare dalle sale d'incisione ai set cinematografici? Sì e no: "Ho avuto offerta per il cinema, ma non voglio stringere i tempi e rischiare di fare una brutta fine. Quando mi ci dedicherò, vorrà dire che i tempi saranno maturi". Cinica o cresciuta troppo in fretta? No, Katy non è tutta apparenza e superficialità: "Ci ho messo cinque anni a fare questo disco. Ho scelto 'I kissed a girl' come primo singolo perché era la più orecchiabile, ma ho tante cose da dire. Il prossimo estratto, ad esempio, 'Hot & cold', parla di come sono veramente, 99% imbranata e 1% sexy. Di cosa parla la canzone? Del classico ragazzo che 'vuole il latte ma senza toccare la vacca'". Smaliziata ma lucida, cosa pensa Katy delle prossime elezioni presidenziali americane? "Saranno le elezioni più importanti nella storia del nostro Paese. Non voglio influenzare i miei fan, ma voglio solo dire che è importantissimo interessarsi, scegliere bene il proprio candidato e partecipare attivamente". Non è solo zucchero e miele, quindi, la ragazzina che quest'estate ha avuto modo di confrontarsi con i "duri" dello Warped Tour, evento itinerante che raggruppa il meglio del punk rock statunitense (e, quest'anno, anche il "nostro" Piotta, vedi News). "Adoro la musica 'dura'", racconta Katy: "Non sono capace di farla, ma mi piace".
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