Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol
“In questo album ho usato strumenti sintetici, arrivo in ritardo”, ha spiegato Paolo Conte a Parigi, dove ieri sera alla Salle Playel ha presentato in anteprima al pubblico francese il nuovo album “Psiche” (vedi News), in uscita il prossimo 19 settembre.
“E’ un disco che suona di gomma e plastica. Ho sempre visto con perplessità gli strumenti sintetici perché venivano usati come surrogati di quelli veri. Qui invece mi sono gustato quel suono artificiale, neutro, perché non si porta dietro nessuna letteratura, ma che ha una sua poesia”.
Conte durante il concerto, che verrà replicato questa sera sempre alla Salle Playel di Parigi, è accompagnato dall’Orchestre National d’Ile de France diretta da Bruno Fontane: “Sono stati i francesi a trascinarmi in questa esperienza, perché loro sono sempre un po’ grandiosi. Da autore”, ha aggiunto l’artista, “debbo dire che sono lusingato perché l’accompagnamento dell’orchestra punta ad una rilettura colta del mio repertorio”.
E sulle canzoni del disco spiega: “‘Ludimilla’ è un personaggio di stampo slavo che ogni volta che la penso me la immagino in modo diverso, mentre quella del circo è sempre stata una mia passione. In ‘Il quadrato e il cerchio’ invece intendo il quadrato come lo spazio che si costruiscono i bianchi e il cerchio lo spazio infinito degli abitanti delle praterie, mentre in ‘Velocità silenziosa’ nasce da una frase che avevo scritto per la sigla del Giro d’Italia e al momento di incidere questo disco ho pensato di trasformarla in un brano. In realtà di ciclismo non me ne intendo molto, ma ho una vecchia bicicletta che guardo ogni tanto e mi viene voglia di saltarci sopra”. (Fonte: Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Quotidiano Nazionale)
Conte durante il concerto, che verrà replicato questa sera sempre alla Salle Playel di Parigi, è accompagnato dall’Orchestre National d’Ile de France diretta da Bruno Fontane: “Sono stati i francesi a trascinarmi in questa esperienza, perché loro sono sempre un po’ grandiosi. Da autore”, ha aggiunto l’artista, “debbo dire che sono lusingato perché l’accompagnamento dell’orchestra punta ad una rilettura colta del mio repertorio”.
E sulle canzoni del disco spiega: “‘Ludimilla’ è un personaggio di stampo slavo che ogni volta che la penso me la immagino in modo diverso, mentre quella del circo è sempre stata una mia passione. In ‘Il quadrato e il cerchio’ invece intendo il quadrato come lo spazio che si costruiscono i bianchi e il cerchio lo spazio infinito degli abitanti delle praterie, mentre in ‘Velocità silenziosa’ nasce da una frase che avevo scritto per la sigla del Giro d’Italia e al momento di incidere questo disco ho pensato di trasformarla in un brano. In realtà di ciclismo non me ne intendo molto, ma ho una vecchia bicicletta che guardo ogni tanto e mi viene voglia di saltarci sopra”. (Fonte: Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Quotidiano Nazionale)
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