Addio alle belle pareti imbrunite dei pub, ciao a serate fumose tra una pinta e l’altra: in Gran Bretagna, da quando nei locali pubblici non si può più fumare, tira proprio –è il caso di dirlo- un’altra aria. Aria finalmente più pulita per i proibizionisti, atmosfera “falsa” per i fumatori. L’ultima categoria si accalca fuori dalla porta del pub per un paio di tiri, magari sotto la pioggia o al freddo, eventi peraltro ricorrenti da quelle parti, e maledice il “ban” entrato in vigore lo scorso 1° luglio dopo secoli di beate fumate a ridosso del bancone. Ora i fumatori hanno trovato un paladino. Alla vituperata categoria è corso in soccorso Keith Richards, dalle cui labbra penzola una sigaretta da quasi cinquant’anni. Keef, dopo aver riferito d’essere sempre un notevole consumatore di cannabis e di hashish, ha attaccato il governo di Gordon Brown e ha tracciato un parallelo tra il Regno Unito d’oggi e il proibizionismo USA degli anni Venti. “E’ una rottura di scatole, se vuoi accenderti una sigaretta devi andare fuori e ti si gelano le balle. E’ una misura draconiana. E’ una stron*ata sia socialmente sia politicamente. Dovranno toglierlo, prima o poi. E’ come il proibizionismo, quando cercarono di fermare gli alcolici. E guarda cosa accadde. La cosa rovinò l’America”, ha detto.
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