Il disco acustico di Cristina Donà: 'Una foto ricordo per quando sarò vecchia'

Il disco acustico di Cristina Donà: 'Una foto ricordo per quando sarò vecchia'
Due seggiole, due chitarre acustiche e un microfono. Con la saletta riunioni della EMI trasformata in un piccolo club Cristina Donà presenta così, accompagnata dalla sei corde dell'ottimo Francesco Garolfi, il suo nuovo, piccolo e delizioso album acustico "Piccola faccia", in uscita il 28 marzo. Un set generoso, il suo, sei pezzi del disco più una "outtake" che in scaletta non ha trovato posto, la cover di "Saturday sun" di Nick Drake dall'inarrivabile primo album "Five leaves left". "Abbiamo registrato anche quella", spiega Cristina, "e magari la pubblichiamo la prossima volta. Perché mi piacerebbe che dischi come questo, in cui torno alle mie origini presentando le canzoni così come nascono, chitarra e voce, ne uscissero altri in futuro". "Piccola faccia", 10 brani pescati dal suo repertorio più due cover da Peter Frampton e Terence Trent D'Arby arrangiati essenzialmente per chitarre, voce e qualche strumento di contorno, è nato per "popular demand", su richiesta dei fan che hanno imparato ad apprezzare questa versione intima e raccolta della Donà in concerto (per esempio nel corso del tour "Il suono della luce"). "Ho cominciato così, suonando nei locali, e in fondo mi ero già avviata su questa strada con 'La quinta stagione', l'album più acustico, pulito e lineare che abbia mai fatto. Ecco, 'Piccola faccia' può intendersi come una piccola finestra aperta da quel disco. Volevo farmi una fotografia di come sono oggi, per quando sarò vecchia...E siccome a quarant'anni cominciano anche i bilanci, mi sono decisa a riprendere in mano la matita, realizzando tutti i disegni di copertina: piccole facce, quasi tutte femminili, in cui volevo trasmettere una senso di presenza attiva". La scelta dei pezzi? "Per le cose mie, ho privilegiato quelli che in origine avevano un arrangiamento più ritmico, con basso e batteria: l'unica eccezione è 'Nel mio giardino'. Le cover, invece, sono nate per caso, d'istinto, le prime che mi è venuto in mente di fare quando è arrivato il momento di entrare in studio, lo scorso ottobre. Siccome Francesco conosce il batterista di D'Arby, o Sananda Maitreya come si chiama oggi, gli faremo ascoltare la nostra versione di 'Sign your name' (il primo singolo del disco di cui verrà realizzato anche un video, ndr).. Di solito scelgo pezzi lontani dal mio mondo musicale, come 'How deep is your love' dei Bee Gees nel disco in inglese: mi piace stravolgerli e farli miei. Sono anche stata tentata di metterci 'Umanamente uomo: il sogno' di Battisti, che è un pezzo strumentale. Ma non c'era tempo, abbiamo inciso in fretta e quasi in presa diretta. Per lui ho una venerazione, e c'è già abbastanza gente che si cimenta con il suo repertorio". Introduce le canzoni, prima di suonarle davanti alla piccola platea di giornalisti ("'Piccola faccia' è dedicata a Patti Smith; la scrissi dopo aver letto una sua intervista dopo la morte ravvicinata del marito e del fratello"), ed esterna tutta la sua soddisfazione per la partecipazione di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro alla nuova incisione di "Universo": "Difficile non farsi contagiare dal suo entusiasmo, ancora più difficile tenerlo staccato da uno strumento. Mi ha invitato sul palco a un concerto dei Negramaro,a Bergamo, e mi sono divertita a vedere le ragazzine che si strappavano i capelli urlando il suo nome. Se mi inviteranno al concerto di San Siro? Non oso sperarlo, ma ci andrei di corsa. Mi piace sperimentare gli accoppiamenti della voce... Chissà se funzionerebbe, ma mi piacerebbe scrivere un pezzo da cantare con un coro alpino, un giorno. Saranno le mie origini venete, e il fatto che dove vivo io, in val Seriana, i cori sono un'istituzione e nascono spontaneamente agli angoli delle strade". Altre ambizioni? "Imparare a raccontare storie con le canzoni, una cosa che non mi viene naturale. Preferisco esprimermi per immagini. Ci ho provato con "Il profumo", ispirata al romanzo di Suskind, ma voglio continuare a esercitarmi". Nei tempi morti dei suoi numerosi progetti: "Porterò questo disco in tour a ottobre, e prima ci saranno alcuni showcase nei negozi della catena Fnac, tra l'8 e il 13 aprile a Roma, Milano, Verona, Genova e Torino. Ma prima, in estate, suonerò di nuovo in versione elettrica con la mia band al completo. E a novembre, con Sarah Jane Morris e Jennifer Maidman, porteremo lo show di tributo a Robert Wyatt allestito da Annie Whitehead in Europa: il 31 di ottobre saremo a Francoforte, in un festival prestigioso. Incontrare Robert è stato uno dei momenti più importanti della mia carriera musicale. Insieme al primo giorno in sala di incisione per 'Tregua', con Manuel Agnelli e altri grandi musicisti agli studi Jungle Sound di Milano. E ai premi che ho ricevuto, a cominciare dal Ciampi nel '95: sembra incredibile sia passato così tanto tempo...". Bisognerà attendere parecchio, allora, per un nuovo album di studio? "Considerando che l'ultimo è uscito lo scorso settembre e che di solito ci metto quattro anni a farne uno...Ma no, ora non me lo posso permettere. Diciamo per fine 2009". Un brano pronto c'è già: quello scartato a Sanremo... "Si intitola 'In un soffio' e l'ho scritta dopo che Baudo mi aveva invitato a mandargli un pezzo- Perché poi non mi abbia presa, proprio non lo so".
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