Roberto Vecchioni presenta il suo nuovo album

Roberto Vecchioni presenta il suo nuovo album

Roberto Vecchioni, eterno ragazzo, professore e sognatore, arriva alla conferenza stampa in compagnia della sua classe, la quinta ginnasio sezione A del Liceo Classico di Milano Cesare Beccaria.

Si presentano le canzoni del suo nuovo album, “Sogna ragazzo sogna”, viatico alla ricerca di una vita vissuta in equilibrio tra sogno e realtà. Vecchioni racconta del suo entusiasmo ancora intatto a 55 anni, della voglia di fare dischi e di vivere che lo contagia tutti i giorni, di come si renda conto sempre di più che la vita è una questione di equilibrio, in cui bisogna avere la capacità di muoversi tra sogno e realtà senza confondere i piani. Roba da giocolieri, da equilibristi, come quello che staziona all’entrata della sala, in Galleria a Milano, e strappa sguardi di meraviglia, fermando il viavai dei passanti con i suoi giochi di destrezza. La presentazione dell’album, che sarebbe dovuta svolgersi lo scorso mercoledì, era stata spostata a causa della scomparsa di Fabrizio De André. Ricordandolo nel corso della conferenza stampa, Vecchioni ha detto: «era un artista capace di rendere immediatamente comprensibile tutto ciò che era complesso. La sua scrittura, che era partita dalla lezione di maestri come Brel e Brassens, con il passare degli anni l’ha addirittura superata».


Parlando del proprio disco, Vecchioni ha sottolineato l’importanza del sogno tanto per i giovani che per quelli della sua età; per i primi, che spesso vivono immersi in una realtà che li tradisce, il sogno è un rimedio, «per noi che cresciamo e diventiamo grandi il sogno deve essere il compendio della realtà.

Navigare tra sogno e realtà è una cosa difficile da fare, è una conquista dell’età»; ha fatto ascoltare quattro canzoni dell’album, di cui una, “Canzone per Alda Merini” - della quale sorprende la somiglianza con “Iris” dei Goo Goo Dolls nell’arrangiamento e in parte della melodia - dedicata alla tormentata poetessa milanese («è una figura molto forte, che scrive rendendo la poesia e la parola concrete, facendo vivere sulla pagina il suo grande attaccamento alla vita nella sua fisicità. Ho scritto la canzone in prima persona, come se io fossi lei, dall’interno di un manicomio come quelli in cui è stata rinchiusa due volte. Credo che dovremmo vederla in giro più di quelle due volte all’anno in cui la invitano al Maurizio Costanzo Show»), e ha parlato del legame tra la sua musica e le atmosfere circensi e della vecchia commedia dell’arte («questo disco nasce da un brano che si intitola “I commedianti”, la storia di un immaginario bambino svedese del ‘600 che vede per la prima volta nella sua vita gli artisti girovaghi e vorrebbe fuggire con loro: la madre lo trattiene, perché lui è un bambino e deve pensare alla realtà. Vent’anni dopo, quando incontra nuovamente i commedianti, lui ha un figlio e una moglie, e quindi, per vivere la sua realtà fino in fondo, non può seguirli. Ma l’ultima volta che li incontra, quando è ormai vecchio, non ha più nessuno, e finalmente si lascia andare e si accoda al loro viaggio senza fine. Questo non significa che i sogni si realizzino soltanto quando si è vecchi, ma che al contrario i sogni possono realizzarsi a qualsiasi età»).


Vecchioni ha annunciato anche un tour che partirà tra marzo e aprile, e sarà, nelle sue stesse parole, «molto noioso, nel senso che farò uno spettacolo lungo, teatrale, senza rock ma con molte canzoni proposte in una dimensione d'ascolto. Ci saranno con me sul palco anche dei circensi, per “muovere” un po’ lo spettacolo».
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