Morandi, D’Alema, e lo scisma della canzonetta emiliana visto da Maria Latella

Morandi, D’Alema, e lo scisma della canzonetta emiliana visto da Maria Latella

Il "Corriere della Sera" aggiorna i suoi lettori sulla saga Morandi-D’Alema.

«Il presidente della Rai, Roberto Zaccaria, "contestato" dal consigliere Giampiero Gamaleri. Il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Francesco Storace, che attacca Zaccaria. L'ufficio di presidenza della Vigilanza che si spacca. La presenza annunciata di Massimo D'Alema venerdì sera su Raiuno a "C'era un ragazzo", ospite di Gianni Morandi, ieri è stata al centro di un vero dibattito politico. Zaccaria ha risposto, a chi gli chiedeva perché il Consiglio di amministrazione non fosse ancora intervenuto: «La rete fa le sue scelte editoriali sulle quali il Cda non ha il potere di controllo preventivo. Quando il programma andrà in onda, ove ci fossero problemi di pluralismo, il Cda può valutarli. Ma solo in questo caso". (.) Storace ha ironizzato: "Zaccaria aspetta la messa in onda prima di valutare. Da oggi abbiamo due presidenti della commissione di Vigilanza". (.) La maggioranza ha bocciato due proposte proprio di Storace: un appello alla Rai a non mandare in onda l'intervista o un appello allo stesso D'Alema perché lui stesso invitasse l'azienda di Stato a eliminare la sua presenza dalla puntata ("con un gesto, direbbe lui, signorile", ha commentato Storace parafrasando D'Alema). Molto aspri i commenti del presidente della Vigilanza: "Tutto ciò non ha precedenti nella storia della tv. Intendo rivolgermi direttamente all'Authority per le telecomunicazioni per chiedere un intervento. Non ho un intento censorio". Ma la maggioranza ha respinto la proposta di rivolgere i due appelli. "Noi non ravvisiamo alcun elemento di violazione degli indirizzi", ha detto il diessino Antonello Falomi ». .


Il quotidiano milanese ospita anche un commento di Maria Latella che vede "La canzonetta emiliana di fronte a un bivio" e "Divisioni a tempo di rock".

Scrive la giornalista: «Laddove nulla hanno potuto la rivalità professionale, la lontananza degli anni Settanta, le differenti amicizie, le serate di Dalla con Craxi e quelle di Morandi con i comunisti di Monghidoro, là hanno colpito Romano e Massimo. Sabato scorso la roca voce di Lucio Dalla festosamente scampanava a festa per il neonato partito di Romano Prodi e invece domani sera, come ormai anche le pietre sanno, Gianni Morandi scampanerà per Massimo D'Alema. E' vero che al battesimo di Centocittà Lucio Dalla ha prestato solo la voce, mentre giovedì sera, in tv, accanto all'"amico Massimo" vedremo Morandi in carne ed ossa. E insomma sarà pure una coincidenza e sarà pure vero che "gli artisti non si schierano, devono star fuori dalla politica" come dice Bibi Ballandi, manager di Dalla ma pure organizzatore della contestata trasmissione "C'era un ragazzo". Però al momento, qui e ora, di Dalla s'è appropriato Romano Prodi e di Morandi Massimo D'Alema, con ciò innescando uno di quei perversi meccanismi che il passaggio del presidente La Forgia dai Ds ai Democratici per l'Ulivo, in confronto, è uno scherzo. .


Perché qui si sta parlando della via emiliana alla canzonetta e dunque, da adesso in poi, toccherà seguire con apprensione ogni mossa, ogni concerto, per capire se Vasco Rossi, il trasgressivo Vasco, che è di Zocca ma pur sempre della zona, spenderà le sue "Bollicine" per il postcompagno D'Alema o per il postdemocristiano Prodi, e così pure bisognerà interrogarsi sulle più intime convinzioni di Samuele Bersani, tralasciando Dino Sarti e l'Orchestra Casadei ma solo per motivi di "sound".
Biagio Antonacci, genero di Morandi, seguirà le indicazioni del suocero o emotivamente aderirà al richiamo del treno prodiano? E, sempre restando nell'ambito della sinistra ferroviaria, per chi suonerà la "Locomotiva" di Francesco Guccini? Per nessuno, a occhio, visto che Guccini ha confidato, proprio al "Corriere", tutta la sua disillusione di cantautore engagé: "Se alle politiche la sinistra perderà dirò: se lo sono voluto".
Checché ne dica il Bibi Ballandi, per gli emiliani del rock la divaricazione Dalla-Morandi potrebbe davvero segnare l'inizio della divisione: sinistra con la chitarra addio, o almeno arrivederci, dipende da come vanno le elezioni. Lucio Dalla e Vasco Rossi, per dire, giorni fa sottoscrivevano il documento voluto da Stefano Bonaga e, a proposito dell'eleggendo sindaco di Bologna, rivendicavano partecipazione alla scelta. Una mossa occultamente filo-prodiana? Boh. E Ligabue, che nei primi anni Novanta è stato pure consigliere comunale del Pds nella più profonda Bassa tondelliana, a Correggio, manterrà fermo il suo voto? E come si regolerà Zucchero, già a suo tempo - e incredibilmente - supporter di una campagna elettorale del ministro Ferri?»
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2022 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.