Prosegue a Los Angeles il processo contro Phil Spector, accusato dell’
omicidio dell’attrice Lana Clarkson. Phil Spector è, a meno che la sua
difesa non riesca a dimostrare che l'attrice si sia suicidata, il solo
indiziato. L’attrice morì per un colpo di pistola all’interno della
villa del creatore del cosiddetto “wall of sound”. Spector, il quale
abita in una sorta di imitazione di castello nei pressi di Los Angeles,
ha sempre sostenuto che, nonostante il corpo della Clarkson sia stato
trovato a casa sua, la donna si è suicidata per ragioni che non riesce
a comprendere. Ora, dopo parecchie sedute, la giuria ha ascoltato l’
esperto della polizia incaricato di eseguire le rilevazioni del DNA. L’
uomo, Steve Renteria, ha testimoniato che sul seno sinistro dell’
attrice ha trovato del materiale organico compatibile col DNA di
Spector; Renteria ha specificato che le cellule compatibili rinvenute
non provengono da liquido seminale ma sono quelle che normalmente si
trovano nella saliva o nelle mucose di tutti gli orifizi. Caso chiuso?
Macché. L’esperto ha infatti aggiunto di non aver trovato alcuna
traccia di DNA di Spector sull’arma utilizzata per il crimine, e
neppure sui proiettili; inoltre neppure il materiale organico prelevato
dallo spazio sotto l’unghia del pollice destro della Clarkson è
compatibile col profilo genetico del produttore. La Clarkson, 40 anni,
morì attorno alle 5 di mattina del 5 febbraio 2003 per un singolo colpo
d’arma da fuoco in bocca, poche ore dopo aver conosciuto Spector. Il
processo prosegue.
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