'Musica e Parole', un'occasione da non sprecare

Saluto con piacere l'arrivo sulla mia scrivania, e nelle librerie, del numero 1 di un'iniziativa editoriale che per molti versi mi pare benemerita: "Musica e Parole - Storie, tracce e temi della canzone d'autore italiana".

L'ho scritto così, e non "Musica & Parole", perché mi piace la lingua italiana, così come dovrebbe piacere a Mario Bonanno, che di questa iniziativa è il direttore (e allora, perché usare la &, che italiana non è?), e anche per mettere subito in chiaro che questa non sarà una cordiale segnalazione d'occasione, bensì un modo di dire l'apprezzamento ma anche le riserve e le perplessità. E siccome, verso le cose che mi piacciono come verso le persone che mi piacciono, tendo ad essere ipercritico e perfezionista, non terrò per me le osservazioni che potranno suonare sgradevoli al collega.


"Musica e Parole" è un libro - 10 euro, 120 pagine, Bastogi Editore - che si prefigge di uscire con cadenza quadrimestrale, e di occuparsi di aspetti, personaggi e vicende legate alla "canzone d'arte italiana". Voi che a volte mi leggete sapete che le autodefinizioni mi indispettiscono, e che l'espressione "canzone d'autore" mi è sempre parsa incongrua e vuota. "Tutta" la canzone è d'autore: alcuni autori sono più apprezzabili di altri per i contenuti musicali e/o testuali, ma quelli che si autoiscrivono d'ufficio alla categoria degli autori apprezzabili mi irritano, così come quelli che si arrogano il diritto di definire le appartenenze. Ad esempio: secondo me Max Pezzali, Cesare Cremonini, Jovanotti fanno canzoni di apprezzabilissimi contenuti, ma chissà com'è non li trovo mai negli elenchi della "canzone d'autore", nei quali invece trovo, troppo spesso, gente noiosa, dilettantesca, che cerca credibilità scrivendo testi pensosi e "impegnati" (altra parola che mi fa venire l'orticaria).
Detto questo, veniamo al dunque. 10 euro per 120 pagine non sono tanti, davvero, se considerate quanto costa una qualsiasi rivista. 10 euro per 120 pagine interessanti e dense e fitte di spunti meritevoli di riflessione sono il prezzo giusto. Ed è giusta anche la "forma-libro", che subito suggerisce l'idea di qualcosa che merita di essere conservato e non usato il giorno dopo per incartare la frutta. A questo punto, però, le aspettative del lettore sono alte. E il primo numero di "Musica e Parole" le soddisfa solo in parte.

E' pregevole, ad esempio, il saggio di Andrea Sanfilippo che da pagina 16 a pagina 33 analizza i richiami gozzaniani (cioè all'opera del poeta Guido Gozzano) nelle canzoni di Francesco Guccini. L'ho letto con gusto, con attenzione, anche con la giusta fatica che occorre per comprendere un linguaggio abitualmente impiegato per l'analisi dei testi letterari e quasi mai usato per i testi delle canzoni. Magari ci sarebbe stata bene, insieme alla lunga biografia di Guccini scritta da Martina Maffei che occupa le pagine da 9 a 14, anche una scheda informativa su Guido Gozzano, ma non pretendiamo troppo.
Dato che Guccini è in copertina, gli vengono dedicate altre pagine: brevi (troppo brevi) schede sui tre album "Radici" - "Via Paolo fabbri 43" - "Amerigo" (perché non esaminarli più esaustivamente?) e due paginette sul Guccini scrittore autobiografico (anche queste un po' tirate via, nel senso che si poteva dire e scrivere di più, visto che siamo nell'ambito del libro e non della rivista).

Qui, comunque, si chiude la prima parte del volume.

40 pagine, quella definita "Storie". E inizia la sezione "Tracce": che mi pare eccessivamente frammentata, poco coerente, dato che mescola un parallelo abbastanza pretestuoso (nel senso che non è motivato né articolato) fra Ornella Vanoni e Fiorella Mannoia, accomunate dall'interessa per la canzone brasiliana. Alla Vanoni viene riconosciuta solo una schedina dell'album con Vinicius e Toquinho, Mannoia ha una scheda di album e un'intervista. Dove sta il parallelo? Boh. Perché non intervistare anche la Vanoni? Perché non approfondire il tema, perché non chiedere a Mannoia cosa pensa della Vanoni quando canta il Brasile? Perché, insomma, non far meglio le cose? Oh, la so, la risposta. La Vanoni è difficile da intervistare, eravamo in chiusura e non avevamo tempo. ma a che serve, se il parallelo è sul Brasile, pubblicare un'intervista con Mannoia nella quale si parla anche di "Invasioni barbariche" e di Piero Fabrizi?.


Bene l'intervista a Enrico Deregibus, bene l'intervista a Edoardo De Angelis (ma per quelli che non lo conoscono, che non sanno chi è e chi è stato? una scheda, una discografia, un profilo critico pareva brutto aggiungerli?), male la sezione recensioni di libri e dischi. Non che le recensioni siano fatte male, intendiamoci. Ma, francamente, a che serve parlare di dischi e libri di recente pubblicazione? Questo lo si lasci fare ai giornali. I libri servono ad approfondire, non ad informare. Del resto, però, la scelta è del direttore, e va rispettata anche se non la si condivide.
La terza sezione, "Temi", è dedicata al Settantasette e alla musica che girava intorno in quegli anni. Interessante, articolata, curiosa, ben fatta: niente da dire. Solo che spiace che non sia ancora più lunga, ancora più completa. C'erano ancora tante cose da dire e da ricordare: e sicuramente non ricapiterà presto, a "Musica e Parole", di tornare sull'argomento. Quindi, perché non approfondirlo? Magari rinunciando alle recensioni, per dire?
Comunque. Già il fatto che abbia dato tempo alla lettura e tempo alla scrittura di queste riflessioni vi dice che l'iniziativa è meritoria, secondo me. Ed ha ampi margini di miglioramento. Per esempio, spero che nel secondo volume De André sia scritto sempre giusto, e non sempre con l'accento sbagliato (De Andrè). Per esempio, spero che ci sia maggior cura redazionale: "Avec le temp", si legge a pagina 91 (sbagliato, "Avec le temps"). Subito seguito da Ferrè (sbagliato. si scrive Ferré). Dite: minuzie, pinzillacchere. Già, forse. Ma è (anche) da certi particolari che si giudica un'operazione editoriale ambiziosa.

Per chiudere, un consiglio (se me lo permette) da anziano brontolone al giovane direttore Mario Bonanno, che nel suo editoriale scrive cose magari anche condivisibili, ma con la sicurezza (sicumera?) di chi è convinto di avere la verità in tasca. Dia retta, Bonanno: aspetti un po', prima di scernere con tanta virulenza manichea il buono dal cattivo, l'alto dal basso, Mannoia da Fiordaliso. Invecchiando, vedrà, i dubbi aumentano e le certezze diminuiscono. E lasci stare, la prego, il Potere. Occupiamoci di canzoni: che già è abbastanza impegnativo, a volerlo far bene.
Franco Zanetti
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.