L’Aura presenta ‘Demian’: ‘Non mi fermo da due anni, dovrei prendermi una pausa’

L’Aura presenta ‘Demian’: ‘Non mi fermo da due anni, dovrei prendermi una pausa’

Il prossimo 8 giugno verrà pubblicato il nuovo album di L’Aura dal titolo “Demian”, che segna il ritorno sulla scena musicale dell’artista bresciana a due anni di distanza dalla pubblicazione del precedente “Okomuki”: “Non sono ancora riuscita a prendermi una pausa e a fermarmi”, racconta a Rockol la cantante, “Mano a mano che passano i mesi comincio a sentire la necessità di andare via.

Avrò sicuramente un crash che mi obbligherà a fermarmi, ma la mia modalità è quella di andare avanti finché non sono sfinita e il mio corpo non collassa. Non so cosa pensare di questi due anni passati: non sono una che tira le somme, e per quanto scriva canzoni che parlano di cose mie, non sono affatto introspettiva. Non analizzo, non sto a guardare come sono andate le cose, sono più che altro un treno che va a mille, e che quando trova un ostacolo crolla, ma capace di trovare subito un buon motivo per riprendersi”.


L’album, composto da tredici brani, è anticipato dal primo singolo estratto “Non è una favola”, ma come il disco d’esordio contiene anche canzoni in inglese: “’I’m so fucked up i can barely walk’ è stato l’ultimo brano che ho scritto, l’ho finito una settimana prima di chiudere il disco e di partire per l’America a registrare. Quello è stato forse il momento peggiore, quello più teso, a causa di una tendinite che mi impedirà di suonare il pianoforte per un anno. È stato un duro colpo, ma dopo due anni di lavoro no stop era normale che mi capitasse una cosa del genere. Il disco”, prosegue L’Aura, “è venuto fuori come volevo, ma magari nel prossimo cercherò di metterci un po’ più di coscienza: è stato un lavoro itinerante, mi ha distrutta perché per due anni ho scritto quasi sempre mentre ero in tour, e per quanto sia divertente ed eccitante come cosa, a lungo andare ti stanca molto”.

Il titolo dell’album è stato ispirato dal libro di Herman Hesse “Demian”, e da un incontro speciale che ha influito sulla stesura del disco: “Ho incontrato una persona che senza sapere nulla ho chiamato Demian.

Lui non si chiamava così, e non so nemmeno perché mi sia venuto in mente di chiamarlo con quel nome. Sono rimasta a bocca aperta quando lui mi ha detto che ‘Demian’ era in realtà il suo libro preferito. Me l’ha regalato e dopo averlo letto mi sono resa contro che il libro si avvicinava ai temi che stavo affrontando nelle mie canzoni. E’ un libro che parla di un ragazzino che cresce in una famiglia molto cattolica con una grande sensibilità per le cose buone. Si mette nei guai peggiori per scoprire da solo chi è, e incontra dei personaggi strani, magici, dei guru che gli insegnano molte cose. Per questo”, prosegue, “ho voluto fare una copertina particolare del disco: sono fondamentali sia la cover davanti che quella dietro. E’ un ritratto che mi ha fatto un artista canadese prendendo spunto da una mia foto, e il contorno e i segni che ci sono sulla copertina sono tutti dei simboli specifici, magici”.


Alla realizzazione del disco hanno collaborato anche Max Zanotti dei Deasonika (voce nel brano “E’ per te”) e il direttore d’orchestra e produttore Adriano Pennino (piano in “E’ per te” e “Turn around”): “Max suona con un mio vecchio amico, Marco Trentacoste. Mi piace molto come canta, e mi ha aiutato a scrivere anche il testo del brano, tirando fuori una parte artistica e umana di se molto diversa da quella che esprime con i Deasonika. Pennino invece è un bravissimo pianista, con un gusto bellissimo anche se molto classico e antico. E’ una persona molto decisa e determinata che se ha un’idea in teasta la porta avanti a tutti i costi. Non è stato semplice dargli retta, ma ne è valsa la pena perché è davvero un grande musicista”.
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