Bryan Ferry recentemente aveva affermato d'apprezzare gli aspetti estetici di quella che fu la macchina della propaganda nazista. Come riportato da Rockol lo scorso 16 aprile, il cantante aveva affermato: "Dio mio, i nazisti sì che sapevano presentarsi. I film di Leni Riefenstahl, e gli edifici di Albert Speer, e le parate di massa, e le bandiere...incredibili. Veramente tutto bello". Il suo manager Steven Howard, sentite montare le proteste, aveva subito cercato di aggiustare il tiro dicendo: "Per offendersi occorre confondere l'estetica con l'ideologia. Ha manifestato un certo apprezzamento per l'arte e per l'architettura che casualmente sono associati col regime nazista, non un apprezzamento per le azioni di quel regime". Ma le proteste erano continuate, così il giorno seguente Ferry aveva detto: "Mi scuso, senza riserva alcuna, per qualsiasi offesa causata dai miei commenti sull'iconografia nazista, i quali erano stati fatti unicamente dal punto di vista della storia dell'arte. Io, come chiunque sano di mente, trovo che il regime nazista sia stato malefico".
Ma se è vero che la vendetta è un piatto che si consuma freddo, i proprietari di Marks & Spencer, tra le più diffuse catene di grandi magazzini britannici, hanno atteso un mesetto; poi hanno preso il contratto che Ferry aveva sottoscritto con loro circa un anno fa per pubblicizzare il marchio, e l'hanno stracciato. La storia di M&S è iniziata a Leeds nel 1884 con Michael Marks, immigrato polacco dalle origini ebraiche.
Ma se è vero che la vendetta è un piatto che si consuma freddo, i proprietari di Marks & Spencer, tra le più diffuse catene di grandi magazzini britannici, hanno atteso un mesetto; poi hanno preso il contratto che Ferry aveva sottoscritto con loro circa un anno fa per pubblicizzare il marchio, e l'hanno stracciato. La storia di M&S è iniziata a Leeds nel 1884 con Michael Marks, immigrato polacco dalle origini ebraiche.
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