Comunicato Stampa: Maxïmo Park live al Rolling Stone

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Maxïmo Park

LUNEDI’ 16 APRILE 2007

MILANO – ROLLING STONE

Corso XXII marzo, 32
Milano

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Apertura porte: ore 19.30

Lunedì 16 aprile i Maxïmo Park saliranno sul palco del Rolling Stone a Milano per l’unica data italiana in esclusiva per Mtv Brand:New Nights, gli eventi live e gratuiti di Mtv all’insegna della musica alternativa internazionale e italiana nello spirito del canale satellitare e del programma Brand:New.

Descrivendo il glorioso secondo album dei Maximo Park “Our Earthly Pleasures”, Paul Smith sogghigna “Suona come un incrocio tra Smashing Pumpkins e The Smiths”.
Un mix certamente ibrido, ma i Maximo Park non sono mai stati un gruppo costretto dai limiti. “Ed è più pesante del primo disco”, continua, “siamo molto fieri del nostro primo album ma non volevamo fare le stesse cose di nuovo”.
E così è stato chiamato Gil Norton, già produttore di Foo Fighters e Pixies, ed è Norton che ha aiutato il miglior prodotto musicale da esportazione di Newcastle a diventare ancora più teso e vigoroso, diventando persino più eccitanti di quanto non lo fossero con il primo disco. Senza giri di parole, con “Our Earthly Pleasures” i Maximo Park sono diventati grandi.

“Questi siamo noi che andiamo avanti e andiamo su” dice Paul Benvenuti quindi alla seconda, ampia fase dei Maximo Park. Persino all’inizio del 2005, quando pubblicarano l’album d’esordio “A Certain Trigger”, questo quintetto del nordest dell’Inghilterra era una band insolitamente intrigante, più spigolosa, più erudita dei loro pari più vicini, le loro canzoni avvolte così strettamente che quando si spiegavano, specie sul palco, il cantante era vicino all’implosione.

A Certain Trigger è stato un successo immediato, con diversi singoli Top 20 (Apply Some Pressure, Going Missing, Graffiti) arrivando a vendere oltre 500.000 copie, è ottenendo una nomination ai Mercury Prize. Furono invitati a suonare da tutte le parti del mondo, incantando il pubblico con performances che diventarono risapute per la loro grande energia e verve.
“Penso che siamo diventati un’ottima live band sia che suonassimo di fronte a 100.000 fan dei Rolling Stones, sia in locali più piccoli”, dice Smith, prima di elencare destinazioni non ovvie come Mosca e Pechino.
Questo è dovuto in larga parte a Smith e al tastierista Lukas Woller, uomini che sentono la musica come qualcuno le cui dita bagnate siano state collegate ad una presa di corrente. Mentre molti hanno paragonato i loro scatti epilettici a David Byrne o ad un accelerato Michael Stipe, Smiths preferisce allinearli di più a Iggy Pop. Ci sono dei motivi per questo.
“Ho guardato un South Bank Show su di lui dove spiegava come dia veramente tutto e di più di sé stesso ad ogni esibizione, così tanto dopo è esausto e prosciugato di tutta l’energia. Noi siamo esattamente così. A questo punto Smith lascia intuire che dopo uno show c’è sufficiente energia da ispirare momenti di una malizia non proprio positiva “Sono spesso andato andato in giro nella notte dopo un concerto a scoprire di cosa tratti la vita,” ride, “Il titolo del disco, “Our Earthly Pleasures” è in parte giustificato da dei desideri più oscuri nei quali le persone indulgono”, ma come Smith aggiunge “ le nostre canzoni sono volte a catturare un momento particolare, ed esplorarne completamente la sensazione, non importa quanto ciò possa essere scomodo.

I Maximo Park si sono formati a Newcastle nel 2001 e si sono ritrovati nella forma in cui li conosciamo quando i membri fondatori Duncan Lloyd (chitarra), Archis Tiku (basso), Tom English (batteria) e il sopraccitato tastierista Lukas Wooler stavano cercando la loro strada. Si erano bloccati quando il bassista Tiku aveva deciso che non voleva essere il cantante del gruppo e la ricerca era iniziata.

Il destino pensò bene di mettere Smith accanto all’allora fidanzata di Tom English in un nightclub dove stava cantando su “Superstition” di Stevie Wonder in uno dei suoi tipici completi di seconda mano. Malgrado non avesse mai cantato seriamente Smith fu segnalato al gruppo e dopo solo una prova la band comprese di avere un grande frontman, con il look, l’energia e la visione per trascinare avanti il gruppo. Oltre a ciò sapeva anche cantare.

La sua iniziale reticenza ai riflettori svanì velocemente non appena le cose per i Maximo Park iniziarono a funzionare, con Smith a catalizzare la visione collettiva dei membri originari. Oltre a contribuire con alcune memorabili canzoni Smith ha dato al gruppo uno dei look più particolari del rock moderno. Per la prima sessione fotografica decise di accompagnare il completo con una con una pettinatura a divisa anni ‘20, solo perché voleva sembrare “unico; volevo che mi si notasse”. E certamente ottenne ciò che voleva, e poco dopo le persone iniziarono a dire che dove una volta erano passati Morrissey e Jarvis, stava passando Paul Smith.

“E’ bello ispirare devozione nelle persone, non ultimo perché ci mettiamo così tanto impegno nelle nostre canzoni”, dice un modesto Smith

“Our Earthly Pleasures” è l’ultimo risultato di quell’impegno. Questo è un album che ha vigore e personalità, le canzoni sono taglienti, intelligenti, creano dipendenza e suonano fantastiche ad alto volume. Dopo 2 anni di concerti il risultato è un’esibizione di destrezza musicale illuminata dalle avvincenti canzoni divenute tipiche. Tom English e Archis Tutu hanno aggiunto tocchi ritmici ancora più avventurosi alla energia pura del gruppo. Il piano di Lukas Wooller su una canzone come “Russian Literature” richiama il pathos delle performance dal vivo, mentre l’abile interplay tra fioriture ritmiche e melodiche sono una delle caratteristiche principali dell’album.

Il lato malinconico della band sottolinea il nuovo album, con “Books From Boxes” su tutte, dove i testi sottili di Smith si intrecciano con le sinuose linee di chitarra; altro esempio dell’abilità collettiva del gruppo di arrangiare una canzone per raggiungere il massimo effetto emotivo.

Il primo singolo “Our Velocity” è una canzone politica su qualcuno che combatte per il suo paese e che si chiede come sia finito in quella posizione disgraziata.

“Girls Who Play Guitars”, invece è “una canzone che parla di quel tipo di ragazza a cui piace uscire e divertirsi senza sentirsi colpevole dopo, senza emettere giudizi. Parla di essere persone e di essere vivi”.

E “Nosebleed”, tratta di come “si ignorano tutte quelle persone che parlano di te alle spalle, ma senza che uno debba giustificare chi è”, giusto a proposito visto che “non ho mai dovuto farlo”.

Le altre canzoni parlano di temi più laterali e mondani ma ve le faremo scoprire da soli. “Our Earthly Pleasures” è un disco pieno di peccato e seduzione e sarà senza dubbio uno dei dischi che definiranno il 2007.

La fase II della carriera dei Maximo Park inizia qui.

Sito ufficiale:
www.maximopark.com
www.myspace.com/maximopark
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