La "prima" europea di Tom Waits a Stoccolma è stata seguita da "La Repubblica" e il "Corriere della Sera". Su quest’ultimo, Gloria Pozzi scrive: «Cappellaccio nocciola, camicia color aragosta, giacca e pantaloni grigi spiegazzati e striminziti. Tom Waits appare così sul palco del teatrino ottocentesco Cirkus, nel cuore della capitale svedese, con gli stessi abiti che indossa quando passeggia per le strade di Santa Rosa, California. In scena, a sorpresa, arriva dalla platea: munito di megafono e mescolando "The black rider" e "Step right up". (...) Prima di andare in scena Waits pensa dieci minuti a che cosa far ascoltare al pubblico. A volte lo si ritrova tutto rivolto al presente, altre stupisce per lo sguardo attento rivolto soprattutto al passato. Tant'è che durante il piccolo giro che ha compiuto in giugno negli States (con tappe a Oakland e a Los Angeles) ha spiazzato tutti scegliendo di non puntare affatto sulle canzoni del nuovo album, dando al contrario ampio risalto alle composizioni del passato. Qui, invece, pesca a piene mani dall'album uscito lo scorso aprile "Mule variations". (...) Dallo scrigno del passato non dimentica però, qui a Stoccolma, di estrarre gioielli come "16 shells from a thirty-ought six", "Who are you", "Singapore", "Jesus gone be here". (...) Sul palco lo accompagnano quattro musicisti: Larry Taylor, Smokey Hormel, Danny MacGough, Andrew Borger. Dopo Stoccolma (dove stasera replica), nel suo tour in Europa Waits approderà in altre tre città, per un totale di 10 concerti: Berlino (il 16, il 17, il 18 al Metropole Theater), L'Aja (il 20 e il 21 al Congress Center), Firenze (il 23, il 24 e il 25 al Teatro Comunale, 6mila biglietti quasi esauriti). E tutti ricordano che Tom Waits non è mai venuto in concerto in Italia, fatta eccezione per il blitz compiuto nel 1986 al Premio Tenco».
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