Credits: Giuseppe Pappalettera / Concessione in uso a Rockol
'Reale' il ritorno dei Casino Royale: 'Più maturi, con l'entusiasmo degli inizi' (27 ottobre 2006)
E' un'abitudine molto anglo-americana rimanere in stand-by per anni per poi tornare sulle scene alla grande: del resto i Casino Royale, colonne del panorama alternativo italiano anni Novanta scomparsi da qualche anno dai radar ma appena tornati con un disco nuovo di zecca, "Reale", in pubblicazione in questi giorni, lo sguardo l'hanno sempre rivolto oltre l'orizzonte tricolore, specialmente oltremanica o oltreoceano, per trovare ispirazione. "Per la verità", ci confessa Michele, che Rockol ha raggiunto telefonicamente in Toscana, dove vive con la famiglia, "Non ci siamo mai farmati. Abbiamo vissuto un periodo di pausa, dove comunque abbiamo aperto il nostro sito, abbiamo aperto un'etichetta, e ci siamo confrontati sui nostri obbiettivi. Due anni fa abbiamo fatto un tour che ci ha fatto riscoprire il piacere di essere un gruppo che suona, dopo il periodo difficile passato in seguito all'abbandono di Giuliano e la conseguente pausa di riflessione". Così, in un'atmosfera di ritrovata serenità e di rinvigorito feeling, i nostri si sono chiusi alle Officine Meccaniche di Milano, dove - insieme al Dj e produttore Howie B. - hanno fissato su nastro la loro nuova fatica in studio: "Questa 'reunion', se così possiamo chiamarla, è stata pensata prima a tavolino e poi attuata. Conoscevamo Howie, e siamo arrivati a lui in modo naturale. La sua esperienza, la sua creatività e la sua raffinatezza psicologica (per un produttore è importante sapere come approcciarsi alla band con la quale sta lavorando, e lui ci è riuscito benissimo), unite alla perizia ed all'amore per le sonorità vintage di Mauro (Pagani, ex PFM e proprietario delle Officine) ci hanno fatto uscire da uno studio forse per la prima volta pienamente soddisfatti del lavoro svolto". Ritrovato feeling, quindi, e ritrovata gioia di suonare, ma sempre la curiosità di sperimentare e di battere strade pochissimo percorse. "Tutti questi anni ci sono tornati utili, in un certo senso. Ci siamo ritrovati più maturi, ognuno con un approccio più meditato e più completo al proprio strumento, e questo ci è servito per ottenere un risultato ancora più convincente. Se 'Reale' è un compendio di tutto ciò che abbiamo fatto fino ad oggi, è anche vero che - nonostante la lunga storia che abbiamo alle spalle - non ci siamo mai stancati di ricercare e di produrre musica sempre nuova ed originale. Per questo disco, ad esempio, ci siamo buttati su sonorità molto meno elettroniche rispetto ai nostri dischi più recenti: anche questa è un'evoluzione, che - tuttavia - non va in direzione contraria con il nostro passato. L'unica cosa immutata, rispetto a quando abbiamo cominciato, è l'entusiasmo". Già, l'unica, visto che anche l'etichetta è cambiata: dopo una lunga militanza sotto l'egida Black Out / Universal, l'ensemble milanese si è ora accasato - musicalmente parlando - presso la V2. "Il rapporto con la Universal non si è chiuso nel migliroe dei modi, perché difficilmente il rapporto con un'etichetta si può chiudere bene", confessa Massimo: "Erano sorte delle incomprensioni, ed la comunicazione tra noi ed i referenti della label erano molto difficili, viste le proporzioni di una major. Il punto di forza della V2, a mio giudizio, sono le sue dimensioni ridotte: nonostante abbia un'impronta da grande casa discografica, ha un clima molto familiare, che giova alla collaborazione. Per parlare con un vertici della Universal rimanevo in lista di attesa per una settimana, per parlare con quelli di V2 alzo il telefono e ci chiacchiero tranquillamente...". Chi acquisterà "Reale" su iTunes potrà sentire, come bonus track, alcuni provini di brani poi successivamente inseriti nel disco: un rapporto prolifico e "pacificato", quello dei Casino, con il Web? "Certo, non può essere altrimenti. La Rete offre possibilità che devono essere sfruttate, inutile averne paura. Chi ne ha è perché non ha saputo farci i conti, e si è ritrovato sorpassato da una tecnologia e da una società che non si può arrestare...".
E' un'abitudine molto anglo-americana rimanere in stand-by per anni per poi tornare sulle scene alla grande: del resto i Casino Royale, colonne del panorama alternativo italiano anni Novanta scomparsi da qualche anno dai radar ma appena tornati con un disco nuovo di zecca, "Reale", in pubblicazione in questi giorni, lo sguardo l'hanno sempre rivolto oltre l'orizzonte tricolore, specialmente oltremanica o oltreoceano, per trovare ispirazione. "Per la verità", ci confessa Michele, che Rockol ha raggiunto telefonicamente in Toscana, dove vive con la famiglia, "Non ci siamo mai farmati. Abbiamo vissuto un periodo di pausa, dove comunque abbiamo aperto il nostro sito, abbiamo aperto un'etichetta, e ci siamo confrontati sui nostri obbiettivi. Due anni fa abbiamo fatto un tour che ci ha fatto riscoprire il piacere di essere un gruppo che suona, dopo il periodo difficile passato in seguito all'abbandono di Giuliano e la conseguente pausa di riflessione". Così, in un'atmosfera di ritrovata serenità e di rinvigorito feeling, i nostri si sono chiusi alle Officine Meccaniche di Milano, dove - insieme al Dj e produttore Howie B. - hanno fissato su nastro la loro nuova fatica in studio: "Questa 'reunion', se così possiamo chiamarla, è stata pensata prima a tavolino e poi attuata. Conoscevamo Howie, e siamo arrivati a lui in modo naturale. La sua esperienza, la sua creatività e la sua raffinatezza psicologica (per un produttore è importante sapere come approcciarsi alla band con la quale sta lavorando, e lui ci è riuscito benissimo), unite alla perizia ed all'amore per le sonorità vintage di Mauro (Pagani, ex PFM e proprietario delle Officine) ci hanno fatto uscire da uno studio forse per la prima volta pienamente soddisfatti del lavoro svolto". Ritrovato feeling, quindi, e ritrovata gioia di suonare, ma sempre la curiosità di sperimentare e di battere strade pochissimo percorse. "Tutti questi anni ci sono tornati utili, in un certo senso. Ci siamo ritrovati più maturi, ognuno con un approccio più meditato e più completo al proprio strumento, e questo ci è servito per ottenere un risultato ancora più convincente. Se 'Reale' è un compendio di tutto ciò che abbiamo fatto fino ad oggi, è anche vero che - nonostante la lunga storia che abbiamo alle spalle - non ci siamo mai stancati di ricercare e di produrre musica sempre nuova ed originale. Per questo disco, ad esempio, ci siamo buttati su sonorità molto meno elettroniche rispetto ai nostri dischi più recenti: anche questa è un'evoluzione, che - tuttavia - non va in direzione contraria con il nostro passato. L'unica cosa immutata, rispetto a quando abbiamo cominciato, è l'entusiasmo". Già, l'unica, visto che anche l'etichetta è cambiata: dopo una lunga militanza sotto l'egida Black Out / Universal, l'ensemble milanese si è ora accasato - musicalmente parlando - presso la V2. "Il rapporto con la Universal non si è chiuso nel migliroe dei modi, perché difficilmente il rapporto con un'etichetta si può chiudere bene", confessa Massimo: "Erano sorte delle incomprensioni, ed la comunicazione tra noi ed i referenti della label erano molto difficili, viste le proporzioni di una major. Il punto di forza della V2, a mio giudizio, sono le sue dimensioni ridotte: nonostante abbia un'impronta da grande casa discografica, ha un clima molto familiare, che giova alla collaborazione. Per parlare con un vertici della Universal rimanevo in lista di attesa per una settimana, per parlare con quelli di V2 alzo il telefono e ci chiacchiero tranquillamente...". Chi acquisterà "Reale" su iTunes potrà sentire, come bonus track, alcuni provini di brani poi successivamente inseriti nel disco: un rapporto prolifico e "pacificato", quello dei Casino, con il Web? "Certo, non può essere altrimenti. La Rete offre possibilità che devono essere sfruttate, inutile averne paura. Chi ne ha è perché non ha saputo farci i conti, e si è ritrovato sorpassato da una tecnologia e da una società che non si può arrestare...".
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