E’ successo nel 2006: 12 luglio

E’ successo nel 2006: 12 luglio
The Kooks: ‘Vogliamo sorprendervi’ (12 luglio 2006)

Vengono da Brighton (cittadina balneare dell’East Sussex scelta anni orsono da Mr Norman Cook come residenza), hanno studiato musica (“Spesso anche forzatamente”, si peritano di ricordare) e sono indicati, da buona parte della stampa d’oltremanica, come la “next big thing” da tenere d’occhio: i Kooks, però, al posto di abbandonarsi a facili entusiasmi, preferiscono giocare la carta dell’ironia, mostrandosi alla stampa italiana - che li ha incontrati ieri a Milano - come dei simpatici ragazzi inglesi coi piedi ben piantati per terra. “Noi la nuova next big thing? Può darsi, certo... Almeno fino alla prossima settimana, quando su tutte le copertine ci sarà la ‘nuova’ next big thing”. Avere a che fare con la stampa inglese non può che disilludere, a quanto pare: “Per la verità non ci interessa diventare subito ‘qualcuno’. Siamo una band, e le nostre preoccupazioni sono scrivere belle canzoni e farci conoscere al pubblico facendo concerti, concerti e ancora concerti”. Niente “scorciatoie” alla Myspace, quindi? “Non usiamo Internet, e - francamente - non ne sentiamo assolutamente la mancanza. Myspace compreso. Pensate che ieri ho scoperto di avere 708 amici dei quali non conosco né la faccià né il nome. Credo che il Web, oggi, offra l’opportunità di venire a contatto con molta più musica che in passato, e questo è un bene; tuttavia non credo nella potenza delle community online: non vedo l’ora che la gente torni a comunicare davvero, e non via chat o message board”. Un atteggiamento decisamente controcorrente, visto e considerato la provenienza (Regno Unito) e l’età (vent’anni circa) dei Kooks: ma stupiscono poco le loro scelte, non appena introdotti meglio nel loro mondo. “Veniamo da Brighton, una città piena di studenti stranieri, culturalmente molto viva: abbiamo tutti studiato musica, quindi gli stimoli e le suggestioni non ci mancano. Non è un caso che, nel nostro disco, si senta la tensione verso il miscelamento degli stili: ci ispiriamo tanto a Lou Reed e Bob Dylan quanto al soul targato Motown e a nostri ‘colleghi’ come gli Arctic Monkeys. Per noi è assolutamente normale essere eclettici, non ci abbiano ‘lavorato a tavolino’”. Il loro album “Inside in / inside out” ne è la prova, ma non pensateli soddisfatti: “Non vediamo l’ora di tornare in studio: abbiamo moltissime idee per il prossimo album, e ci piacerebbe fissarle su nastro il prima possibile”. C’è già un’idea di massima su cosa potrà finire nella prossima fatica in studio? “Chi lo sa? Al momento l’idea sarebbe quella di adottare un songwriting molto ‘chitarra e voce’, vicino per certi versi al folk melodico, ma in questi ultimi tempi abbiamo sentito tantissima musica, e probabilmente il nostro nuovo disco sarà ancora più ricco di questo”. I Kooks, al momento, sono attesi al varco dal grande pubblico live, visto che - nelle prossime settimane - saranno impegnati nella promozione di “Inside in / inside out” sui palchi estivi più prestigiosi d’Europa. “Abbiamo già fatto festival importanti, come ad esempio il ‘Lowlands’ in Olanda, ma adesso siamo eccitatissimi nell’attendere date come quella prevista a Benicassim. Dal vivo abbiamo un tiro decisamente più ‘punk rock’ che su disco, quindi invitiamo tutti i nostri fan a venirci a vedere in concerto. Fidatevi, sarà divertente...”. E, tra le date prestigiose, come non citare quella che vedrà la band protagonista, insieme a Rolling Stones, al Millennium Stadium a Londra il prossimo 29 agosto? “Cosa dire? Mick Jagger ha più energia in un mignolo di quanta io non ne abbia in tutto il corpo. E ha quarant’anni più di me. Il solo pensiero di suonare insieme a loro ci lascia senza parole... Ci faranno un culo così. Ne sono sicuro...”.
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